IL PRESIDENTE DEL SENATO
Marcinelle, il sindacato belga volta le spalle a La Russa: "Squallida propaganda. Onoriamo la cerimonia"
In occasione del 70esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, quando l'8 agosto 1956 un incendio nella miniera di carbone del Bois du Cazier uccise 262 persone di cui 136 italiane, la premier Giorgia Meloni è intervenuta in video-messaggio per ricordare l'accaduto. "Marcinelle è una tragedia che rimarrà per sempre nella memoria collettiva, italiana ed europea. Ma Marcinelle rappresenta anche un simbolo - ha detto - Il simbolo dello straordinario contributo che decine di milioni di italiani hanno dato al progresso delle Nazioni che li hanno accolti. Una grande storia, fatta di rispetto, regole, integrazione. Ma, soprattutto, di duro lavoro e tanto sacrificio".
Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo all'evento organizzato da FdI a Charleroi ha indicato Marcinelle "come il momento in cui ricordare tutti i lavoratori italiani che si erano sacrificati, avevano perso la vita, ma anche quelli che non avevano perso la vita". Dunque un pensiero ai connazionali "che avevano dato se stessi per far crescere la loro condizione sociale, per quel poco che erano o quel tanto che erano riusciti, ma anche la ricchezza dei Paesi dove erano andati a lavorare".
Lo spirito commemorativo del momento è stato però presto rovinato, quando i membri di un sindacato belga - in un primo momento confusi con quelli della Cigl - hanno voltato le spalle alla seconda carica dello Stato. "Dare la parola Ignazio La Russa, a delle idee fasciste, è un insulto alla memoria delle vittime e dei lavoratori che si sono battuti in questo luogo" ha detto una dei protagonisti della sceneggiata. Non si è fatta attendere la risposta di La Russa: "Mentre a Marcinelle leggevo, su Sua delega, il messaggio del Presidente della Repubblica, un gruppo di persone, italiane e straniere, con i fazzoletti rossi al collo mi voltava ostentatamente le spalle. Lo stesso è avvenuto mentre parlava la vicepresidente del Parlamento europeo, l'on. Antonella Sberna. Non ho ritenuto di sporcare la sacralità del luogo e della ricorrenza e li ho ignorati. Ma, mentre concludevo, ho ricordato a me stesso che nel 1994 al vicepresidente del Consiglio italiano, on. Giuseppe Tatarella, un certo Elio Di Rupo, allora vicepresidente del Governo belga di sinistra, negò anch'egli ostentatamente la stretta di mano".
La Tragedia di Marcinelle è un pezzo di storia impresso nella memoria del paese. Tra il 1946 e il 1956, più di 140mila italiani varcarono le Alpi per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia. Era il prezzo di un accordo firmato tra l'Italia e il Belgio, che in cambio di manodopera avrebbe fornito l'equivalente di 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore italiano inviato. L'Italia soffriva ancora gli strascichi della guerra, con due milioni di disoccupati e intere regioni ridotte in miseria, mentre nella parte francofona del Belgio la mancanza di personale frenava la produzione delle miniere. Pochi anni dopo, quell'incendiò costò la vita a numerosi operai fra cui molti italiani, divenendo un simbolo della sicurezza sul lavoro.