IN BULGARIA

Naziskin minacciano giovani ebrei italiani fuori dall’hotel

David Di Segni

Il teschio impresso sulle magliette nere, le teste rasate, i corpi minacciosi e il Sieg Heil gridato col braccio teso all'insù. Così un gruppo di naziskin, nella sera del 2 agosto scorso, ha preso d'assalto un hotel nella città bulgara di Sofia dove alloggiavano giovani ebrei italiani - provenienti da Roma e Milano - assieme ai loro educatori. I sei aggressori hanno tentato di forzare l'entrata dello stabile, bloccando successivamente gli accessi alla struttura. Un accerchiamento vero e proprio, che qualcuno dalle finestre circostanti è riuscito a riprendere integralmente in un video poi pubblicato nel web e subito diventato virale. Nemmeno l'intervento delle Forze dell'Ordine è riuscito ad allontanare gli estremisti, che successivamente sono tornati alla carica.
Il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha condannato fermamente l'accaduto. «I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all'aggressione verbale degli antisemiti - scrive in un post pubblicato sui social Chiediamo alle autorità bulgare che venga fatta luce su quest'aggressione e che i responsabili vengano al più presto identificati e perseguiti». Così anche il suo omologo di Milano, Walker Meghnagi: «L'antisemitismo va condannato sempre, senza ambiguità e senza distinzioni di appartenenza politica: che provenga da estremisti di destra, come in questo caso, o da estremisti di sinistra. Resta odio e va combattuto con la stessa fermezza».


Solidarietà è giunta da parte di tutta la politica. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato di «una forma d'odio e discriminazione» da estirpare, mentre il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ribadito l'impegno a non lasciare spazio per l'antisemitismo all'interno della società. La vicenda è stata anche oggetto di un dibattito alla Camera, nel corso del quale è stata chiesta un'informativa al governo. «Essere ebrei nel 2026 non può essere una colpa, non può essere un motivo per avere paura, non può essere un motivo per non poter esibire i propri simboli religiosi, non può essere un motivo per non poter viaggiare nei paesi dell'Unione Europea» ha aggiunto Andrea Orsini, capogruppo di Forza Italia in Commissione Esteri.


L’episodio avvenuto nella capitale della Bulgaria si aggiunge all’estesa impennata di antisemitismo che dal 7 ottobre 2023 ha investito tutto il mondo. Secondo un rapporto dell'Anti-Defamation League, pubblicato una settimana fa, il 2025 è stato l'anno più letale degli ultimi 30 anni in termini di attacchi contro gli ebrei della diaspora: l’organizzazione con sede a New York ha calcolato un aumento degli episodi nei paesi del G7 pari al 136% rispetto al 2022, con un incremento del 97% di quelli violenti. Ciò significa che «l'antisemitismo non è più un picco passeggero, ma la nostra nuova normalità». Una triste realtà, nell’Europa della Shoah, che dunque rende sempre più impellente la necessità di adottare misure proattive piuttosto che reattive davanti al fatto compiuto.


Dall’aumento per i fondi sulla sicurezza alle leggi più severe per chi si macchia di reati come quello in Bulgaria. In questo senso si posiziona il comunicato dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia che, oltre alla condanna, avanza «una richiesta di presa di coscienza, dialogo e concreta risposta». E conclude: “Fino a che punto deve spingersi l'antisemitismo dilagante in Europa e proveniente da ogni parte?».