FARSA DI GIUSEPPI IN COMMISSIONE COVID
Conte anche oggi è "pronto" domani. E attacca Il Tempo
Ieri ci doveva essere l’audizione di Giuseppe Conte davanti alla commissione Covid ma alla fine c’è stata solo una bagarre a Montecitorio tra maggioranza e opposizioni. Bagarre che ha portato il presidente di turno Sergio Costa a dover sospendere i lavori. La tensione è salita quando i pentastellati hanno contestato l’intervento della meloniana Alice Bonguerrieri in replica al capogruppo pentastellato Riccardo Ricciardi. La divergenza di posizioni è chiara. Da una parte FdI che accusa Conte di voler scappare dall’audizione, dall’altra il Movimento 5 Stelle che accusa la maggioranza di aver messo in piedi «uno spettacolo indecoroso».
Dopo il rinvio dell’audizione, dovuto proprio al voto previsto in Aula, non è stata ancora fissata una nuova data. Il presidente Lisei ha fatto sapere di aver provato a contattare la segreteria del leader pentastellato venerdì per chiedere altre date, prevedendo che sarebbe stato quasi impossibile organizzare l’audizione martedì, ma «senza ricevere disponibilità di altri giorni». Tra i giorni che aveva indicato Conte c’era, oltre al 4 e al 5, anche il 6. Il problema è che oggi in Aula si vota sulle chat di Delmastro, lavori che dovrebbe proseguire anche il giorno seguente. Quindi non sembra possibile incastrare l’audizione prima della pausa estiva, a meno che il presidente Lisei non chieda una deroga ai presidenti di Camera e Senato.
Infatti il calendario dei lavori parlamentari prevede l’inizio della pausa estiva appena finita questa settimana per riprendere poi l’8 settembre. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami ha fatto sapere però che la maggioranza non avrebbe problemi a fissare l’audizione anche la seconda settimana di agosto. «Per me si può fare anche 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19 eccetera eccetera di agosto, non cambia niente» ha sottolineato Bignami. Conte, per il deputato di FdI, sta facendo «il prestigiatore». «Avevamo chiesto a Conte da due anni di venire, si è dimesso il pomeriggio prima della convocazione sapendo che non poteva. Io non ho doti profetiche, l’ho detto in un video domenica sera. Capisco che certi organi di stampa siano più concentrati su quello che dice Conte, ma se qualcuno si prende la briga e guarda la mia pagina Facebook, avevo detto esattamente che cosa sarebbe successo e non ho doti divinatorie, semplicemente conosco i regolamenti» ha dichiarato.
Ieri è arrivata la replica del leader del Movimento 5 Stelle: «Chi scappa? Scappano sulle chat del loro ex sottosegretario Delmastro con il prestanome di un clan mafioso. (...) Di fronte ai gravi problemi degli italiani loro si divertono così, dandosi di gomito, felici di avere i titoli sui giornali di proprietà del loro compagno di maggioranza Angelucci. (...) Finitela con questa buffonata. Una volta per tutte: io sono disponibile anche nei prossimi giorni, anche per tutta l’estate. Basta farmelo sapere con un po’ di anticipo, e mi organizzo. Ma smettetela con questi comportamenti fanciulleschi. Siete al Governo. Avete delle responsabilità. Solo un accorgimento. Tenetevi liberi per un po’ di giorni, perché non basterà solo qualche ora di audizione per rigettarvi addosso tutto il fango che, per mesi, avete sparso a piene mani. A presto, Fratelli d’ignavia» ha scritto sui social.
Lo schema seguito dal leader M5S potrebbe ricalcare quello dell’audizione dell’ex commissario straordinario Arcuri. Potrebbe infatti presentarsi con una copiosa relazione (quella di Arcuri contava 314 pagine e ci sono volute sette ore per leggerla tutta), rimandando le domande a una seconda seduta a settembre.