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Sesto San Giovanni, coppia di anziani trovata morta in casa da due settimane: erano sposati da 54 anni

Ignazio Riccio

di Ignazio Riccio

Una vita intera insieme, fino alla fine. Ad accomunare Angelo Bettiol ed Emilia Colognoli, marito e moglie da 54 anni, non è stata solo l'unione coniugale ma anche il momento della morte, sopraggiunta – secondo quanto ricostruito finora – a distanza di poche ore o giorni l'uno dall'altra. I due corpi sono stati ritrovati nella loro abitazione a Sesto San Giovanni, proprio all'indomani dell'anniversario delle nozze, celebrate il 29 luglio 1972 a Cinisello Balsamo.


A dare l'allarme sono stati alcuni condomini, insospettiti da giorni di silenzio anomalo e da un odore sempre più intenso proveniente dall'appartamento al quarto piano. Determinante anche il comportamento del cane di famiglia, un bassotto che nelle ultime ore avrebbe abbaiato ininterrottamente. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno fatto ingresso nell'abitazione trovando i due coniugi privi di vita, in condizioni che lasciano presupporre come il decesso risalga ormai a diversi giorni, forse due settimane.
Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni, coordinati dalla Procura di Monza, con il supporto degli specialisti del Nucleo investigativo di via Moscova. I primi rilievi non avrebbero fatto emergere segni di violenza, ferite da colluttazione o altri elementi riconducibili a una morte non naturale, anche se l'ipotesi di un omicidio-suicidio non è stata formalmente accantonata. Sarà l'esame autoptico a stabilire la sequenza esatta degli eventi e a chiarire se uno dei due coniugi non sia sopravvissuto a lungo alla scomparsa dell'altro.


Chi frequentava la zona, come riporta il quotidiano “Il Giorno”, descrive Angelo come un habitué del bar sotto casa, dove si recava ogni mattina per il caffè, spesso intrattenendo gli altri clienti con i ricordi della sua vita da camionista. Negli ultimi tempi, raccontano i residenti, l'uomo si muoveva con un bastone e appariva più confuso del solito. Anche Emilia, nonostante una mobilità sempre più ridotta, manteneva le sue abitudini quotidiane, come la spesa in un negozio di alimentari poco distante da casa, dove secondo il titolare le sue condizioni fisiche destavano da tempo qualche preoccupazione.


Negli anni più lontani, i due erano soliti trascorrere le vacanze estive sul lago di Garda, viaggiando a bordo di un pick-up trasformato in una piccola casa mobile, allestito dallo stesso Angelo per i weekend fuori porta. I due non avevano figli. Alcuni vicini ricordano l'esistenza di una parente della coppia, che però risiederebbe fuori città e da tempo non si faceva vedere in zona. Una vicenda, quella di Angelo ed Emilia, che riporta l'attenzione sul tema della solitudine degli anziani, specie quando la fragilità fisica si somma all'isolamento sociale.