VIOLENZA ROSSA
Fakir, scontri a Bologna dopo la sua morte: ci sono 12 indagati
Dopo la morte del 42enne marocchino Abderrahim Fakir, avvenuta durante un fermo della Polizia in circostanze ancora in fase di accertamento, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, aveva lanciato l'appello a una manifestazione di piazza poi degenerata con gli scontri fra antagonisti anarchici e Forze dell'Ordine. Città devastata e circa 80 sono state le divise finite all'ospedale per le ferite riportate.
A distanza di dieci giorni, la Procura di Bologna ha iscritto nel registro degli indagati 12 persone con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. I lavori sono affidati al pm Stefano Dambruoso. Nel fasciolo rientra anche un ventenne arrestato la sera delle violenze e scarcerato il giorno successivo, per decisione della giudice Claudia Gualtieri all'esito dell'udienza della convalida, con il divieto di dimora nella nel capoluogo emiliano.
Il caso Fakir continua a essere al centro delle cronache, specie quelle che riguardano l'operato degli anarchici. Sabato scorso, infatti, durante gli ennesimi scontri in Val di Susa aizzati e condotti al cantiere Tav di Chiomonte da parte degli antagonisti, in loco è poi apparsa la scritta: "Sbirro brucia, Fakir è vendicato".