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Peschici, il maxi-incendio sul Gargano è doloso: 150 ettari bruciati e fiamme ancora non spente
Vanno avanti da quasi 30 ore le operazioni di spegnimento del vasto incendio che, nella mattinata di ieri, è partito dal bosco di Peschici, sul Gargano, e, complice il vento, si è esteso fino a minacciare nelle zone limitrofe residenti e turisti, con l'evacuazione grazie alla Guardia Costiera di circa 400 persone via mare. In questo momento, nonostante la situazione sia complessivamente tornata alla normalità e l'emergenza sia rientrata, sul posto ci sono ancora diverse squadre dei vigili del fuoco che fanno base nei pressi di un camping in località Manaccora. Da spegnere, infatti, ci sono ancora alcuni focolai di dimensioni più contenute, per i quali sono al lavoro da ieri anche i Canadair. Secondo quanto stimato dalle autorità questa mattina, l'incendio scoppiato ieri - che ha avuto diversi punti di innesco, motivo per il quale si ritiene con ragionevole certezza che abbia origine dolosa - ha mandato in fumo circa 150 ettari di vegetazione. Non sono stati registrati danni a cose o persone. A coordinare l'attività è il sindaco di Peschici, Luigi D'Arenzo, che ha partecipato attivamente alle operazioni di spegnimento, concedendo una scuola elementare come punto di accoglimento degli sfollati, poi rientrati in serata nelle loro case, o nei camping o negli hotel in cui soggiornavano.
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Solo nella giornata di ieri, sono stati impiegati dall'alto due elicotteri e quattro Canadair, questi ultimi provenienti da altre regioni. Nonostante la Puglia, ogni estate, sia una delle regioni più colpite dagli incendi, sul territorio non ci sono Canadair. E per questo, nelle settimane scorse, il presidente della Regione Antonio Decaro aveva chiesto al dipartimento nazionale di Protezione civile che un mezzo fosse assegnato all'aeroporto Gino Lisa di Foggia. L'incendio di ieri ha avuto una vasta espansione anche a causa del forte vento che, per tutta la giornata, ha soffiato sul versante adriatico della Puglia. Le raffiche, oltre ad alimentare le fiamme, hanno anche spinto la densa coltre di fumo per tutto il paese e sulle spiagge, costringendo le persone presenti a una rapida evacuazione che, fortunatamente, non ha prodotto conseguenze. Alle operazioni di soccorso hanno partecipato anche mezzi navali del Roan della guardia di finanza, partiti da Vieste e Manfredonia. I finanzieri hanno avviato le operazioni di evacuazione dei bagnanti e, nel corso dell'intervento, sono state tratte in salvo nove persone, tra cui donne e bambini. I finanzieri hanno anche recuperato due persone che, nelle operazioni di imbarco, erano cadute in mare.
Non è la prima volta che il bosco tra Peschici e Vieste, due delle località più frequentate da turisti in Puglia, è preso di mira da piromani. Il precedente più drammatico è quello del 24 luglio 2007: quel giorno andarono in fiamme quasi quattromila ettari di macchia mediterranea ma, soprattutto, tre persone persero la vita. A morire furono Romano e Carmela Fasanella, fratelli di 81 e 71 anni, rimasti carbonizzati. Tre giorni dopo, a causa delle ustioni e delle ferite riportate, perse la vita anche il commerciante 60enne Domenico De Nittis, che provò a salvare dalle fiamme il suo punto vendita sulla provinciale. L'incendio portò all'evacuazione di circa tremila persone, oltre 300 si rivolsero agli ospedali per medicazioni o perché intossicate. Per quell'incendio non sono stati trovati colpevoli: l'indagine a carico di cinque persone, tra cui un dipendente dell'Anas e proprietari di fondi terrieri vicina all'area da cui partirono le fiamme, fu archiviata nel 2009 dal tribunale di Lucera, poi soppresso nel 2012.