gli scontri

No Tav, feriti 126 agenti. Identificati 450 violenti, la Lega: "Reato di terrorismo di piazza"

Luigi Frasca

Sale il bilancio della guerriglia di Chiomonte mentre emerge il numero dei NoTav identificati che hanno messo a ferro e fuoco la Val di Susa. Sono 126 i feriti tra le forze dell'ordine a seguito degli scontri avvenuti ieri in particolare al cantiere dell'Alta Velocità. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, tra i feriti ci sarebbero 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 della Finanza. Circa 450 identificati.

 

Sdegno della politica soprattutto da parte delle forze di maggioranza. "No Tav come terroristi", la Lega "rilancia la proposta, sostenuta storicamente da alcuni sindacati delle forze dell'ordine, di introdurre il reato di terrorismo di piazza. Quanto avvenuto in Val Susa è un attacco premeditato eversivo contro donne e uomini in divisa, un atto di squadrismo inaccettabile che ci auguriamo possa finalmente portare le autorità competenti a configurare, per modalità e aggressività, il reato di terrorismo", si legge in una nota del Carroccio.

 

Intanto gli antagonisti festeggiano celebrando l'assalto al cantiere. "I politicanti di ogni risma devono mettersi il cuore in pace, il Tav è tornato ad essere centrale nelle loro preoccupazioni. Il villaggio di Asterix che pensavano di aver sconfitto è più vivo e combattivo che mai e oggi li ha decisamente battuti", si legge in una nota del movimento No Tav diffusa dopo gli scontri di ieri in Val di Susa.