caso bologna
Il nuovo video sull'arresto di Fakir: così gli agenti hanno evitato la rissa
Le mani dei due agenti afferrano le braccia di un uomo con una maglietta bianca, nel tentativo di separarlo da un altro in maglia rossa. Sono le immagini in esclusiva registrate dalla bodycam privata indossata da uno dei due poliziotti intervenuti domenica scorsa a Bologna durante la colluttazione tra Abderrahim Fakir, poi deceduto, e un’altra persona, scesa da un’auto contro la quale il primo si sarebbe scagliato senza apparente motivo. Dal video, mostrato in esclusiva dal Tg1, emerge dunque chiaramente come gli agenti siano stati costretti ad intervenire: Fakir era infatti entrato in contatto con un’altra persona, e c’era la necessità di separare i due per evitare che la situazione precipitasse. Tanto che viene "afferrato" anche l’altro uomo, non solo il quarantaduenne di origine marocchina.
ESCLUSIVA TG1
— Tg1 (@Tg1Rai) July 23, 2026
L’inchiesta sulla morte di Abderrahim #Fakir, morto a #Bologna durante un fermo di polizia. Al Tg1 le immagini della body cam di uno dei due agenti intervenuti, un documento fondamentale per ricostruire quanto avvenuto.#Tg1 Giuseppe La Venia pic.twitter.com/YnbmDtsV9R
Le immagini sono state girate intorno a mezzogiorno dalla camera privata di uno dei due poliziotti, comprata a proprie spese; erano passati già oltre 40 minuti dal primo intervento della polizia, chiamata dai residenti del Pilastro, preoccupati per il comportamento dell’uomo in evidente stato confusionale, in attesa che Fakir si calmasse. Ma, secondo le ricostruzioni al momento disponibili, nel lasso di tempo che va dall’arrivo degli agenti al loro effettivo intervento per immobilizzare l’uomo, Fakir non solo non si sarebbe calmato, ma ad un certo punto si sarebbe scagliato contro un’auto colpendo cofano e parabrezza, dalla quale sarebbero poi scesi due uomini, con i quali sarebbe iniziata una colluttazione. Solo in quel momento, e dopo che Fakir cade a terra in seguito ad una spinta, i poliziotti afferrano sia Fakir che l’altra persona in maglietta bianca nel tentativo di separarli. Da quel momento inizieranno le manovre degli agenti per contenerlo, con l’esito drammatico che tutti conoscono. La bodycam, accesa pochi istanti prima dell’intervento, avrebbe poi ripreso tutto, dall’immobilizzazione all’arrivo dei soccorsi, fino ai tentativi dei sanitari di rianimarlo.
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Il video è stato consegnato in Procura, insieme ad un altro in cui si vedono i soccorritori praticare le manovre di rianimazione su Fakir, con la difesa che ha potuto visionarlo e conservarlo, poiché di proprietà del poliziotto. «C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un'auto e che entrano in un contatto con lui: a questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e devono risolvere questa situazione», ha detto al Tg1 il legale degli agenti, avvocato Gabriele Bordoni. Anche la difesa della vittima chiede di poter acquisire le immagini e contesta la manovra di rianimazione su Fakir: «è intollerabile che fosse stato lasciato ammanettato mani e piedi anche in una procedura delicata - dice il legale della famiglia della vittima Fabio Anselmo- e questo ovviamente non è colpa dei sanitari ma è responsabilità degli agenti».
Intanto il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, ha sottolineato l’importanza delle bodycam, che, nel caso specifico, «sono state decisive nel fare chiarezza» sul comportamento delle forze dell’ordine, mettendo fine «alle polemiche sterili» e verificando «l’agire degli operatori». «Dalle telecamere, infatti ha aggiunto Paoloni - si può chiaramente comprendere che i colleghi sono stati obbligati a intervenire e che questo era per loro un dovere. Al contrario se non fossero intervenuti, avrebbero dovuto rispondere di omissione. Spiace profondamente per il tragico esito dell’intervento ma l’imponderabile umano è un fattore ineludibile».