FLAMINIO SENZA PACE

Prima Porta "bestiale". Maiali avvistati al cimitero

Martina Zanchi

Se non si trattasse del più grande cimitero della Capitale, di un luogo quasi sacro in cui migliaia di romani tornano per stare vicino ai propri cari defunti, verrebbe quasi da sorridere di fronte a scene come quella di ieri mattina. Una famigliola di maiali, mamma scrofa e sette cuccioli, notati dagli esterrefatti visitatori in pieno relax su un praticello del Flaminio, approfittando di una pozza d’acqua e fango in cui rotolarsi cercando sollievo dalla calura. Sulla loro provenienza c’è per ora solo qualche sospetto, visto che chi li ha immortalati poco dopo non li ha più trovati. L’unica ipotesi per ora è quella di un allevamento di ovini che si trova al di là del cimitero, che potrebbe aver ampliato l’attività anche ai suini.

Comunque, allertata da Il Tempo, Ama si è precipitata a Prima Porta cercando gli animali, senza trovarli, e soprattutto ispezionando tutta l’area per individuare il varco da cui potrebbero essere entrati. Al termine del sopralluogo il responso è che i maiali sarebbero passati da uno spazio piuttosto ampio nella recinzione, che dà proprio sul lato dell’allevamento e che è stato chiuso in serata con una rete. Archiviata la questione maiali, va detto però che è solo l’ultima delle frequentazioni «bestiali» del cimitero, dove in passato sono stati avvistati più volte gruppi di cinghiali in cerca di ghiande e radici persino tra le tombe a terra.

Se è vero che gli animali sono incolpevoli, lo stesso non si può dire della vigilanza evidentemente carente sui viali del cimitero. Se non fosse così, forse, la presenza dei suini non l’avrebbe segnalata Il Tempo. Sempre in tema faunistico, una menzione d’onore la meritano gli sciami di zanzare pronti ad assalire i visitatori del camposanto, perfettamente a proprio agio tra i sepolcri mezzi allagati a causa delle infiltrazioni. Una piaga, questa, che sembra irrisolvibile. Al contempo lo storico Comitato Tutela cimiteri segnala che al Flaminio ci sono fontanelle a secco da quasi un decennio. Così se serve l’acqua per i fiori - denunciano - per trovarne un’altra bisogna percorrere centinaia di metri sotto il sole. E sulla strada c’è pure il rischio di fare qualche incontro indesiderato, magari a quattro zampe.