IL CAIRO
Egitto, Nessy Guerra portata in stazione di polizia. L’ambasciatore: "Possibile escamotage per arrestarla"
La cittadina italiana Nessy Guerra, condannata in appello in Egitto a sei mesi di lavori forzati per il reato di adulterio, è stata prelevata questa mattina alle ore 3 da Il Cairo e trasferita in una stazione di polizia. Sul luogo l'hanno raggiunta l'ambasciatore d'Italia, Agostino Palese, e la Console, Giulia De Nardis, che da mesi assistono la donna - dichiaratasi sempre innocente - e la sua bimba di 3 anni.
"Apparentemente il motivo della convocazione sarebbe un ordine del giudice egiziano di far vedere la piccola al padre, Tamer Hamouda - fa sapere la Farnesina - Il Governo italiano in queste ore sta facendo pressioni con le autorità egiziane al massimo livello per garantire la massima protezione della connazionale e della piccola, soprattutto per evitare nuovi episodi di violenze o minacce da parte del marito". L'uomo è stato infatti già condannato in Italia per vari reati e di recente è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per minacce al Console italiano a Hurghada.
"L'ordine della procura non può essere eseguito perché non c'è una sentenza che dispone l'affido o la custodia, né il diritto di visita, quello che noi temiamo è che sia un escamotage per arrestare Nessy e mandarla in carcere - commenta l'avvocata Agata Armanetti - L'ho sentita fino a pochi minuti fa al telefono in questo momento è su un divano in una stanza e stanno aspettando che arrivi lui. Mi chiedo come si possa permettere che a un pazzo pluripregiudicato possa essere concesso di vedere la figlia e che venga trattata così una donna vittima di violenza. Voglio sapere dove finisce la convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e quando iniziano i diritti delle persone".
Nessy Guerra e Agata Armanetti hanno a più riprese fatto appello alle istituzioni affinché riportassero la donna e la bambina in Italia. "Bisognava agire prima, non quando i buoi sono già scappati" ha concluso l'avvocata.