PERICOLO ROSSO
Anarchici, Cospito resta al 41bis. Respinto il ricorso della difesa
L'anarchico Alfredo Cospito resterà detenuto al 41 bis. Così ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Roma, che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa, rappresentata dall'avvocato Flavio Rossi Albertini, contro la proroga del regime di carcere duro disposta dal ministero della Giustizia, confermando il rinnovo della misura restrittiva per altri due anni.
Secondo le valutazioni degli investigatori, l'area anarchica che continua a fare riferimento alla figura di Cospito rappresenterebbe ancora un concreto pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Perciò, il ritorno a un regime detentivo meno rigido potrebbe consentire la ripresa di collegamenti e scambi di informazioni con ambienti ritenuti di matrice eversiva.
Tra gli elementi richiamati nel decreto compare anche quanto accaduto il 19 marzo scorso nel Parco degli Acquedotti, a Roma, dove persero la vita Sandro Mercogliano e Sara Ardizzone mentre stavano maneggiando un ordigno all'interno di un edificio abbandonato. Per gli inquirenti quell'episodio rappresenterebbe un'ulteriore conferma dell'esistenza di nuclei anarchici ancora attivi e radicalizzati.
La difesa muove obiezioni, ma per gli investigatori Cospito continua a esercitare un ruolo di riferimento nella galassia anarchica e nel decreto si evidenzia inoltre il "rischio che il detenuto possa mantenere un flusso di informazioni" attraverso i colloqui autorizzati con la sorella.