LE NUOVE LINEE GUIDA
"Identità e innovazione", così Valditara rilancia il programma scolastico
Le scuole sono ormai finite e la lista degli studenti che dovranno sostenere l’ultimo step dell’esame di maturità si accorcia sempre di più. La pausa estiva, però, quest’anno ha portato grandi novità all’interno di un sistema che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha modellato sulla base delle nuove linee guida che Il Tempo ha visionato anticipatamente. L’impianto della riforma si articola lungo due direttrici, dal rafforzamento dell’identità culturale collettiva alla rivoluzione delle materie STEM. In questo quadro, innovazione e tradizione si intrecciano a partire da una base comune improntata sul rispetto della persona, il contrasto alle discriminazioni e la «capacità di abitare le relazioni con consapevolezza emotiva».
L’attenzione all’individuo è però trasversale e proattiva rispetto ai temi impellenti del presente, fra cui a pieno titolo rientra l’irrefrenabile sviluppo tecnologico e quindi l’intelligenza artificiale. Non uno strumento «da celebrare» ma un «oggetto da interrogare», che la scuola inserirà nel programma del quinto anno di liceo con lo scopo di promuovere «abilità specifiche d’uso» e quindi di fornire agli allievi gli elementi «concettuali per distinguere ciò che un algoritmo restituisce da ciò che è “sapere verificato”». L’evoluzione deve infatti scorrere parallelamente all’educazione del giudizio critico, che oggi diventa essenziale per riconoscere l’attendibilità delle informazioni in un mercato digitale minato da fake news sempre più realistiche. La cornice del progetto è quella che Valditara ha più volte definito la «rivoluzione del buon senso», un ritorno a principi semplici «per affrontare con equilibrio le sfide del presente». Il lavoro intellettuale partirà come sempre dalla letteratura.
E infatti nel primo biennio si proseguirà con lo studio dei grandi poemi classici, da Omero a Virgilio, che sono «in vario modo a fondamento della civiltà europea». A questo si potrà poi aggiungere anche la Bibbia, come «grande codice di ispirazione» dei testi. Nella formazione restano comunque obbligatori «I promessi sposi» di Alessandro Manzoni e la «Divina Commedia» di Dante Alighieri, che costituiscono la spina dorsale della cultura nazionale. Un’impronta liberal-conservatrice, quindi, basata sullo sviluppo e la presa di coscienza dell’identità italiana. Un percorso che passa inevitabilmente anche attraverso un rilancio strutturato della Geografia «fisica e politica», negli ultimi anni lasciata ai margini della preparazione, come «pilastro per la formazione di un cittadino autonomo e consapevole».
Una riscoperta totale delle proprie radici, in cui il punto centrale è senza dubbio il rinvigorimento della Storia e nello specifico della «memoria storica dell’Occidente, non per restaurare un modello superato ma per offrire agli studenti le coordinate attraverso cui orientarsi».
Una formazione utile alla «conoscenza delle radici della nostra civiltà», con cui gli adulti del domani potranno navigare nella piena certezza del proprio passato. Per andare avanti, senza dimenticare da dove si viene.