Ladispoli, gli "corregge" il caffè per rubargli la fede

Pina Sereni

Ha "corretto" il caffè dell’amico con gli psicofarmaci per stordirlo e rubargli la fede nuziale. Per questo un 53enne è stato posto agli arresti domiciliari. I fatti risalgono ai primi giorni di aprile, quando agli agenti del Commissariato di polizia di Ladispoli era giunta una segnalazione dal Policlinico Gemelli per sospetto avvelenamento da benzodiazepine. Il 53enne ha prima proposto alla vittima, un 62enne, di fare due chiacchiere. Poi, approfittando di un momento di distrazione, ha versato nella tazzina del suo interlocutore gli psicofarmaci allo scopo di farlo addormentare e derubarlo.


Il giorno successivo a trovare la vittima in evidente stato di sonnolenza sono stati due conoscenti. Accompagnato al pronto soccorso, solo dopo le dimissioni l’uomo si sarebbe reso conto di non avere più la fede al dito, simbolo del legame indissolubile con la moglie defunta. Le indagini hanAnni L’età della vittima che è stata stordita con benzodiazepine e rapinata no consentito di ricostruire il piano premeditato dal 53enne. La fede era stata nel frattempo ceduta ad un esercizio di compro-oro della zona, dove poi è stata effettivamente ritrovata dagli agenti, sebbene già frammentata per la lavorazione del metallo prezioso. Determinante, ai fini del riconoscimento del prezioso, è stato il riscontro delle incisioni personalizzate ancora presenti sulle parti dell’anello recuperate. Nel corso della perquisizione domiciliare non è stata, invece, rinvenuta la tazzina nella quale sarebbe stata somministrata la sostanza farmacologica. Sul tavolo dell’abitazione è stato, tuttavia, trovato il cappuccio di una siringa, elemento ritenuto compatibile con l’ipotesi che lo psicofarmaco fosse stato somministrato mediante inoculazione all’interno della bevanda. Il 53nne è ora accusato del reato di rapina impropria.