Il caso

Liceo di Cesena, Valditara manda gli ispettori dopo le sanzioni agli studenti

Dario Martini

In un’intervista a Il Tempo di sabato scorso, Giuseppe Valditara, lo aveva detto chiaramente: «Con questo governo e con me come ministro dell’Istruzione e del Merito, l’indottrinamento a scuola non è più tollerato». Ed è in questa ottica che va letto quanto accaduto ieri, con l’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna che ha deciso di inviare gli ispettori al liceo Vincenzo Monti di Cesena. La storia è quella dei due studenti sanzionati per aver affisso uno striscione con la scritta «L’Italia agli italiani». Viale Trastevere fa sapere che «alla luce della documentazione fornita dalla Dirigente scolastica dell’Istituto V. Monti di Cesena circa le note decisioni assunte dal Consiglio di classe sulla condotta dei due studenti della scuola, si è ritenuto necessario avviare una verifica ispettiva considerando che il voto di comportamento assegnato pare afferire esclusivamente alla violazione di regole di condotta scolastica. Pertanto, si ritiene opportuno accertare se l’esposizione dello striscione avente ad oggetto la scritta "l'Italia agli italiani" abbia in qualche modo condizionato l’oggetto dell’elaborato critico assegnato dal consiglio di classe». Per questa ragione si è deciso di ricorrere alle ulteriori verifiche da parte degli ispettori.

La sanzione nei confronti dei due studenti, infatti, era duplice. Il primo provvedimento è il 6 in condotta. Come ha spiegato il ministero, questa sanzione è attribuibile esclusivamente al comportamento non adeguato in classe dei ragazzi. L’altro aspetto, invece, riguarda la tesina riparatrice da presentare alla maturità. Un elaborato scritto, appunto, che implicherà un riflessione sulle leggi razziali e su un libro dal titolo «Gli italiani agli africani». Ciò che il ministero e l’ufficio scolastico regionale intendono appurare è se questa tesina sul tema del razzismo sia legata al contenuto dello striscione. Perché, come ha già detto Valditara, ciò non sarebbe accettabile, in quanto quella frase, «L’Italia agli italiani», non può essere considerata un’affermazione razzista. «Quella frase- ha spiegato il ministro - è patrimonio della destra italiana moderna.  L’hanno usata tra gli altri la Lega e Fratelli d’Italia. Pertanto sarebbe grave imporre una sanzione sulla base di quella frase».

Quindi, se venisse appurato che la tesina è stata assegnata perché quello striscione è stato considerato razzista, potrebbero essere presi dei provvedimenti al contrario. Ovvero, i professori che hanno deciso quel tipo di sanzione potrebbero essere censurati (in casi gravi si può arrivare anche alla sospensione). Ieri Valditara è intervenuto anche sul tema delle droghe tra i giovani nel corso del convegno "Dipendenze e prevenzione: il ruolo della comunicazione" organizzato dall’associazione Giornaliste italiane a Palazzo Giustiniani. «La droga deve essere considerata come qualche cosa di brutto, non come qualcosa di cool perché se invece continuiamo a citare degli esempi, anche in televisione, dove tutto sommato è bello drogarsi sarà più difficile vincere questa battaglia. E a mio avviso, partendo proprio dalle scuole, occorre avviare una cultura del limite, dei confini».