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Terrorismo, sette anarchici arrestati: la cellula romana, i sabotaggi ai treni e il centro sociale sgomberato

Sette misure cautelari, diciotto perquisizioni e lo sgombero dello storico centro sociale anarchico Bencivenga di Roma. È il bilancio dell'operazione condotta dalla Digos della Questura capitolina, coordinata dalla Procura di Roma, che ha portato alla disarticolazione di una presunta rete anarco-insurrezionalista ritenuta responsabile di attività eversive e, in alcuni casi, del sabotaggio della linea ferroviaria dell'Alta Velocità Roma-Firenze avvenuto il 14 febbraio scorso. Contestualmente, l'immobile occupato dal 2001 e considerato dagli investigatori il quartier generale per alcuni degli indagati, è stato liberato e restituito al Comune. In carcere sono finiti in cinque, per due il giudice ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Due donne risultano indagate nell'ambito della stessa inchiesta.

Associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico le accuse. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe operato attraverso una struttura informale ma stabile riconducibile all'area anarco-insurrezionalista, con collegamenti in diverse città italiane. Tra i luoghi ritenuti strategici dagli investigatori figura un casolare nella zona di Vicovaro (vicino Roma), dove si sarebbero svolti incontri e riunioni tra il 2025 e il 2026. Particolarmente grave, secondo l'accusa, il coinvolgimento di due degli arrestati nel sabotaggio della linea ferroviaria Alta Velocità Roma-Firenze. L'azione, realizzata con ordigni artigianali, provocò ingenti danni all'infrastruttura ferroviaria. Un episodio analogo sarebbe stato compiuto anche lungo la tratta Roma-Napoli. Nelle oltre novanta pagine dell'ordinanza cautelare trovano spazio numerose intercettazioni che, secondo il giudice, documentano la volontà di rilanciare iniziative di lotta e sabotaggio.

 

Tra i temi ricorrenti emerge la mobilitazione in favore di Alfredo Cospito. In una conversazione riportata negli atti, uno degli interlocutori afferma: "Con grossa fatica ma qualcosa bisogna far, costringere un po' lo Stato a fare i conti, che tenere un anarchico in 41 bis è comunque aver rotture di scatole!". Gli investigatori evidenziano anche discussioni relative alla scelta degli obiettivi e alla necessità di procedere per gradi. In un altro passaggio si legge: "Pensiamo che sia meglio partire piano renderla pubblica in una sorta di escalation!".

 

Secondo la Procura, il gruppo avrebbe sostenuto il ritorno alle cosiddette azioni dirette. "Il movimento sta arretrando su alcune pratiche, per questo noi nello specifico potremmo essere quelli che insistono su certi tipi di cose le pratiche di azione diretta e di conflitto si possono fare ed è l'unica maniera per raggiungere i risultati". Un ulteriore filone dell'indagine riguarda l'interesse mostrato verso aziende del comparto della difesa. Durante un incontro svoltosi nel dicembre 2025 a Terni, uno degli indagati avrebbe dichiarato: "mi sento molto frustato anche in qualità di anarchico, anche sulla storia della Palestina perché gli anarchici non hanno apportato altro".

Alla domanda su come colpire grandi aziende senza una struttura organizzata alle spalle, avrebbe risposto: "non devi fare per forza quella roba, non devi fare per forza la Leonardo, perché Leonardo lavora con altre aziende".

 

Parallelamente è stato completato lo sgombero del centro sociale Bencivenga. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha parlato di una struttura "utilizzata come base logistica da alcuni dei soggetti arrestati", mentre il vicepremier Matteo Salvini ha commentato l'operazione con una breve frase affidata ai social: "Il tempo è galantuomo". Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso soddisfazione per l'esito dell'operazione coordinata dalla Procura di Roma e condotta dalla Polizia di Stato. "L'operazione della Polizia di Stato che ha portato alla disarticolazione di una rete anarco-insurrezionalista attiva sul territorio nazionale infligge un duro colpo a chi pensa di poter minacciare la sicurezza della Nazione, colpire infrastrutture strategiche e mettere in discussione i principi della convivenza democratica". Parole d'apprezzamento e di gratitudine per l'operazione sono state espresse dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini.