terrorismo

Anarchici, "il conflitto è l'unica via": le intercettazioni della riunione segreta

Rosa Scognamiglio

“Il movimento sta arretrando su alcune pratiche, per questo noi nello specifico potremmo essere quelli che insistono su certi tipi di cose (…) le pratiche di azione diretta e di conflitto si possono fare ed è l'unica maniera per raggiungere i risultati”. È quanto emerge da un’intercettazione contenuta nell’ordinanza cautelare di 95 pagine che, quest’oggi, ha portato all’arresto di sette persone, due delle quali agli arresti domiciliari e cinque in carcere, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma su una presunta cellula anarchica. “Deve essere qualcosa che deve essere percepita come ‘gli anarchici fanno questo e raggiungono anche i risultati’ - per esempio contro la guerra la proposta anarchica è il ‘sabotaggio’ e così ogni tanto ‘s’inceppa qualcosa’ e allora vedrai che altri pezzi della società saranno inclini a dire ok”, prosegue il dialogo. Per il gip di Roma si tratta di “allarmanti affermazioni”, che “altro non sono se non l’anticipazione programmata” dei sabotaggi all’Alta Velocità dello scorso mese di febbraio, “un progetto realizzato”.

 

Il tuo browser non supporta il tag iframe

Quanto al coinvolgimento degli indagati, si rileva che “le indagini hanno delineato la loro presenza, ciascuno con un differente ruolo”. Durante una riunione a Vicovaro, in provincia di Roma, alcuni “propongono gli argomenti sui quali discutere, stimolano l’azione, destinando ad un successivo momento tecnico lo studio per la realizzazione di manufatti esplosivi artigianali, prospettando inoltre le modalità di comunicazione e gli obiettivi da raggiungere, in particolare il rilancio della mobilitazione in favore di Alfredo Cospito al fine di fare pressioni tali da costringere o comunque indurre a determinazioni negative sul rinnovo del regime detentivo del 41-bis”.

La mobilitazione in favore di Cospito

Le persone arrestate sono accusate di associazione con finalità di terrorismo ed eversione. Due di loro sono anche indiziati di aver partecipato alla realizzazione dell’attentato, risalente al 14 febbraio scorso, contro la rete ferroviaria dell’Alta Velocità Roma–Firenze, effettuato con l’uso di materiali esplosivi che hanno provocato danni all’infrastruttura per circa 445 mila euro. Il sabotaggio, insieme a un altro episodio avvenuto sulla linea Roma–Napoli, sarebbe stato rivendicato sul sito ispiraazione.noblogs.org, creato alcuni mesi prima. Non solo. Come si evince dall’ordinanza, gli arrestati avrebbero anche avuto l’obiettivo di mantenere viva la mobilitazione anarco-insurrezionalista contro il regime di 41-bis applicato all’anarchico Alfredo Cospito. In una conversazione intercettata tra due indagati si legge: “Con grossa fatica ma qualcosa bisogna fare, costringere un po’ lo Stato a fa i conti che tenere un anarchico in 41 bis è comunque aver rotture di scatole!”.

 

Nelle carte dell’inchiesta viene inoltre riportato un colloquio in cui gli stessi “discutono di un sopralluogo che potrebbe coinvolgere la catena fast food McDonald’s in relazione alla volontà di rilanciare la mobilitazione in favore di Cospito” e affermano: “pensiamo che sia meglio partire piano, renderla pubblica in una sorta di escalation!”. Infine, si parla anche degli anarchici tedeschi e francesi che hanno un livello "di costanza di diffusione dell'azione che è abbastanza elevato nel senso ci so decine e decine di tralicci che bruciano, cioe' robe elettriche che succedono, bum, bim, bam, sabotaggi di treni, cioè un livello in crescendo".