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Immigrazione, la Ue segue il Modello Albania, Brunner: "Paesi terzi? Non è esternalizzare"

Gianni Di Capua

Il lancio del nuovo patto Migrazione e Asilo dell’Unione Europea è quasi arrivato. Il 12 giugno prossimo, infatti, ci sarà l’entrata in vigore del nuovo testo comunitario fortemente caldeggiato e spinto dal governo italiano, attraverso un costante lavoro diplomatico e politico nelle sedi Ue e, sopratutto, attraverso l’esempio. Il Cpr in Albania, così osteggiato in Italia, è stato invece un innesco fondamentale per arrivare ad una revisione delle norme europee in materia di gestione dei flussi migratori, tanto da essere assurto a «modello» da replicare in altri contesti. Anche grazie alla nuova lista di Paesi terzi sicuri, novità centrale nel testo Ue, anch’essa costruita con il contributo decisivo dell’Italia. E non a caso, ieri, il commissario Ue alla Migrazione, Magnus Brunner, in audizione alla commissione Libertà civili del Parlamento europeo, ha parlato proprio di questo. «Non si tratta di un’esternalizzazione, ma piuttosto di una responsabilità globale che coinvolge anche altri Paesi sicuri in tutto il mondo», ha spiegato Brunner riferendosi proNuovi Paesi. Sono sette i nuovi Paesi terzi sicuri inseriti nella lista del nuovo Patto perle migrazioni e l’asilo dell’Ue prio al nuovo elenco che comprende Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. E, per spegnere preventivamente possibili polemiche in merito ha tenuto a sottolineare che nella valutazione sui Paesi terzi sicuri sono stati coinvolti «l’Unhcr e l’Oim, come è ovvio che sia». «Non spetta a noi decidere - ha continuato - ci sono esperti sul campo che ci aiutano a definire quale paese è sicuro e quale no, cos'altro possiamo fare se non coinvolgere gli esperti? E se non ci fidiamo più dell’Unhcr e dell’Oim, diventa un po’ difficile...».

In tutti i modi, la nuova direttiva è ormai arrivata alle sue fasi finali: «Siamo nella fase finale della più ampia riforma del sistema europeo di asilo e migrazione, che rafforzerà la protezione delle nostre frontiere esterne, introducendo il sistema di gestione delle frontiere più moderno al mondo», ha soggiunto Brunner. Che ha ribadito come le procedure di asilo saranno «più rapide ed efficaci», garantendo «protezione a chine ha bisogno e prevenendo al contempo gli abusi». Allo stesso tempo rafforzando «la cooperazione con i paesi terzi per gestire la migrazione lungo la rotta, utilizzando strumenti nuovi e più flessibili per scoraggiare la migrazione illegale e prevenire il traffico di migranti». C’è ancora un pezzo di strada da percorrere per arrivare all’applicazione a pieno regime delle nuove norme, anche se, ha fatto sapere il commissario, «gli Stati membri nel loro complesso sono a buon punto nell’adattamento dei loro quadri normativi nazionali», con «i Paesi Bassi che hanno adottato le loro leggi nazionali l’altro giorno» e «Italia, e Francia che stanno usando un decreto per andare avanti». Insomma, ha detto Brunner, «lo stato di preparazione è molto più avanzato rispetto all’ultimo rapporto di novembre». La maggioranza degli Stati membri«ha raggiunto una capacità adeguata per la procedura di frontiera» e dispone già «delle strutture e del personale necessari».Infine, due parole di elogio anche sull’Italia, che secondo Brunner ha segnato «un progresso enorme» nel rafforzamento del coordinamento interistituzionale interno in vista dell'attuazione del nuovo Patto.