Garlasco
Garlasco, Sempio rifiuta la perizia psichiatrica: "Sano o pazzo, devono dimostrare che..."
Andrea Sempio non si sottoporrà alla consulenza psichiatrica disposta dalla Procura di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Lo ha annunciato nei giorni scorsi l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore del 39enne, durante un intervento a Quarto Grado: “Ci mancherebbe solo che andasse, proprio per il fatto che contestiamo la tempistica. Perché noi crediamo che l’accertamento dei fatti e delle prove debbano presiedere a una valutazione personologica, a maggior ragione se riguarda eventuali ipotesi di patologie che potrebbero essere sbandierate all’opinione pubblica senza una responsabilità per il fatto”, aveva spiegato il legale. La decisione è stata confermata anche dalla collega Angela Taccia ai microfoni de La Vita in Diretta: “Mi viene da pensare allora non sono così forti gli indizi di colpevolezza e di reità su Andrea Sempio. - ha detto in riferimento all’assistito - Sano o pazzo, loro devono dimostrare che lui è entrato in quella casa e ha ucciso Chiara Poggi”.
La consulenza della procura
L’annuncio relativo alla consulenza psichiatrica disposta dai pm della procura di Pavia - l’aggiunto Stefano Civardi e i pubblici ministeri Valentina De Stefano e Giuliana Rizza - è arrivato, come un fulmine a ciel sereno, nel giorno in cui sono scaduti i termini per il deposito delle consulenze e memorie della difesa. I magistrati diretti dal procuratore Fabio Napoleone hanno scelto di affidare l’incarico a Roberto Catanesi, stimato psichiatra e professore ordinario dell’Università di Bari, che dovrà valutare la capacità di intendere e volere dell’indagato adesso e al momento dei fatti e l’eventuale pericolosità sociale. In assenza dei colloqui, l’esperto dovrà basare la sua analisi su scritti e annotazioni varie del 39enne. Come, in parte, ha già fatto il Racis dei carabinieri, tracciando un profilo personologico. E proprio dalla valutazione criminologica del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche sarebbe emerso, secondo gli inquirenti, “un’ossessione” di Andrea Sempio per Chiara Poggi, tale da determinare il movente ipotizzato del delitto, ovvero il rifiuto della vittima alle presunte avances del giovane.
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Le strategie della difesa
“A noi sembra irrazionale che, come in tutti i processi, prima si esaurisca la raccolta delle prove del fatto e della sua riconducibilità a uno o più soggetti, poi si valuti la personalità e le eventuali patologie. Qui si sta procedendo al rovescio”, ha dichiarato Cataliotti a Morning News, il programma condotto dal giornalista Dario Maltese. “Che l’istruttoria sul fatto sia ancora in corso - ha concluso il legale - lo dimostra il fatto che per fronteggiare le nostre consulenze, la Procura di Pavia ha disposto altrettante, ancora in corso”.