L'intervista
Kelany (FI): "C'è un'associazione che contrasta le politiche migratorie del Governo Meloni"
Quanto accaduto a Ravenna «ci lascia sconcertati, ma non stupiti, perché era abbastanza evidente che ci fosse un sistema orientato ideologicamente allo smantellamento delle politiche migratorie poste in essere dal governo guidato da Giorgia Meloni». Non ha dubbi il deputato di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento Immigrazione di FdI, Sara Kelany, sull’inchiesta della Procura di Ravenna, portata alla luce da Il Tempo, sulle certificazioni sanitarie di inidoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) che sarebbero state rilasciate da alcuni medici.
Onorevole Kelany, siamo in presenza di un sistema.
«Questo sistema opera su più fronti: c’è una parte della magistratura orientata in tal senso, come risulta evidente da una serie di ordinanze che hanno rimesso in libertà soggetti con ‘curricula’ criminali di tutto rispetto. Ne abbiamo avuto evidenza anche in un ultimo episodio, avvenuto in Albania, dove pare che alcuni deputati del Partito democratico abbiano consigliato a determinati avvocati iscritti agli elenchi del gratuito patrocinio di porre in essere attività ricorsiva contro provvedimenti di trattenimento. E, poi, abbiamo visto questo sistema a Ravenna con una serie di medici attualmente indagati, alcuni sospesi anche dall’esercizio della professione, che si sono messi al servizio di un armamentario ideologico immigrazionista. E non esistono solo queste situazioni».
A cosa si riferisce?
«Esiste una associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), che è un consesso all’interno del quale tutta una serie di magistrati, avvocati, giuristi si riuniscono ed elaborano iniziative e documenti con l’obiettivo di resistere e di contrastare le politiche migratorie del governo: lo troviamo un sistema inaccettabile».
Sulla vicenda di Ravenna, Fratelli d’Italia presenterà una interrogazione parlamentare?
«Sì, presenteremo una interrogazione al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, non escludendo il coinvolgimento di ulteriori dicasteri quali quello della Salute. Ci preoccupano, infatti, tutti i profili afferenti alla sicurezza, non bisogna prendere con leggerezza queste cose: consentire, tramite certificati medici falsi, che siano rimessi in libertà soggetti pericolosi, con precedenti penali, mette a repentaglio appunto la sicurezza dei nostri cittadini. Questo è un aspetto dirimente e fondamentale. Anche questa vicenda di Ravenna evidenzia almeno due casi in cui soggetti rimessi in libertà sono stati denunciati per avere commesso ulteriori reati».
Fratelli d’Italia pretende, quindi, chiarezza.
«Assolutamente sì, chiederemo che venga fatta chiarezza e che non vengano sottovalutati tutti i profili di sicurezza della nazione. Lo ribadisco: siamo sconcertati, ma non stupiti perché sappiamo bene che esiste un sistema composito, fatto di più piani - giuridico legali e medico assistenziali- che forma il proprio convincimento solo ed unicamente non sulla base di quelle che dovrebbero essere delle regole deontologiche, ma sulla base di regole ideologiche».
Ci sono, infine, da considerare proprio gli aspetti deontologici legati ai fatti su cui sta indagando la Procura di Ravenna, con medici che avrebbero disonorato la professione.
«Ci sono profili deontologici gravissimi, ci sono violazioni deontologiche abnormi, se fossero accertati i fatti. Oltre al falso in atto pubblico ed all’interruzione di pubblico servizio, io aggiungerei che una condotta di questo tipo, se fosse confermata, potrebbe anche integrare la fattispecie di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina».