giallo di pietracatella

Pietracatella, terzo interrogatorio per la prof. amica di famiglia. E spunta il “diario” segreto

Ignazio Riccio

Non si ferma la macchina investigativa sul caso che ha sconvolto il Molise. L'omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia stroncate dall'avvelenamento da ricina tra il 27 e il 28 dicembre scorso, entra in una nuova fase, con interrogatori che si infittiscono e verifiche sempre più capillari. L'ultima, in ordine di tempo, riguarda la professoressa di matematica dell'istituto agrario di Riccia, ascoltata per la terza volta dagli uomini della Squadra Mobile negli uffici della Questura di Campobasso. Un ritorno che, nel linguaggio delle indagini, non è mai casuale. La docente, amica di lunga data della famiglia Di Vita, è giunta in questura accompagnata dal marito, cercando di sottrarsi alle telecamere e ai microfoni appostati fuori dall'edificio. La donna lavora nell'istituto agrario di Riccia, dove è impiegato anche Gianni Di Vita, commercialista cinquantacinquenne, ex sindaco di Pietracatella ed ex tesoriere regionale del Pd, marito di Antonella e padre di Sara, oltre che della figlia superstite Alice. Salita negli uffici della Mobile, la donna è stata sottoposta a un nuovo ciclo di domande: gli investigatori vogliono ricostruire con la massima precisione possibile la trama di rapporti personali e familiari che ruota attorno alla tragedia. La Procura di Larino mantiene l'ipotesi di omicidio premeditato, sebbene al momento non figurino indagati formalmente iscritti nel registro.

 

 

Il fulcro dell'inchiesta resta duplice: capire come la ricina sia stata ottenuta, e stabilire in quale momento e con quali modalità sia stata introdotta nei cibi. La finestra temporale individuata dagli inquirenti va dal 23 dicembre fino ai giorni di vigilia e Natale, quando la famiglia si era ritrovata a tavola con un folto numero di parenti. Sul fronte dell'approvvigionamento del veleno, le ipotesi oscillano tra l'acquisto sul dark web e una produzione autonoma, ottenuta attraverso un procedimento chimico di notevole complessità. Non è la prima volta che l'istituto agrario finisce nel mirino degli investigatori: nei mesi precedenti la Squadra Mobile aveva già effettuato accertamenti all'interno della scuola, cercando tracce riconducibili alla lavorazione del ricino. Le verifiche non avevano però prodotto elementi decisivi. L'inchiesta si muove intanto su un terreno fatto di testimonianze incrociate, possibili contraddizioni e relazioni personali da decifrare. Circa un centinaio le persone sentite fino ad oggi. Gli inquirenti stanno approfondendo vecchi attriti familiari, tensioni di natura economica e dinamiche sentimentali giudicate meritevoli di attenzione, anche in relazione alla figura di Gianni Di Vita, descritto da più conoscenti come un uomo dal forte carisma, con una fitta rete di frequentazioni nel mondo culturale e politico del territorio.

 

 

Nell'orbita dell'indagine è finita più volte anche Laura, cugina dell'ex sindaco, considerata una presenza affettivamente molto vicina alle ragazze e ascoltata per questo motivo. Sul versante digitale, lo SCO - il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato - sta conducendo un'analisi sistematica dei dispositivi elettronici sequestrati ad Antonella, Sara e Alice. Proprio il cellulare di quest'ultima potrebbe aver offerto nuovi spunti investigativi: la diciottenne, su indicazione del legale della famiglia materna, aveva tenuto un resoconto puntuale di tutto ciò che ricordava: gli alimenti ingeriti, i sintomi comparsi nei giorni successivi, i nomi di chi sedeva a tavola durante le festività. Un diario involontario che oggi si rivela potenzialmente prezioso per stabilire chi abbia avuto accesso ai cibi e in quale circostanza il veleno vi sia stato introdotto. Capitolo a parte riguarda Gianni Di Vita: il commercialista ha fatto mettere a verbale la propria disponibilità a consegnare il suo telefono alle autorità. È l'unico smartphone della famiglia Di Vita che non risulta ancora nelle mani degli investigatori. Un gesto di collaborazione che, nelle prossime ore, potrebbe aprire scenari inediti nell'inchiesta.