Terrorismo

Hannoun, la Cassazione: fonti aperte e report di Israele non utilizzabili

Leonardo Ventura

«La Corte ha affermato che il giudice può fondare la decisione solo su materiale acquisito in contraddittorio e di provenienza accertata: le 'fonti aperte' indeterminate, prive di indicazione dell'origine e di vaglio di attendibilità, non equivalgono al 'fatto notorio' e sono inutilizzabili (al pari del materiale proveniente dai servizi israeliani). La mancata specificazione della fonte e della sua qualità ed attendibilità ne preclude l'utilizzabilità». Lo afferma il collegio di difesa che assiste il presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, Ra'ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, in carcere con l'accusa di avere finanziato Hamas. Oltre a loro quattro, sono accusati, ma precedentemente scarcerati dal tribunale del Riesame di Genova Raed Al Salahat, 48 anni, difeso dagli avvocati Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio e di Khalil Abu Deiah, legale rappresentante dell'associazione La Cupola d'Oro. Gli avvocati, commentano le motivazioni con cui la Quinta Sezione penale della Corte di Cassazione, in accoglimento di uno dei motivi di ricorso sollevati dalle difese, ha annullato con rinvio le ordinanze del Tribunale del riesame di Genova sulla custodia cautelare degli indagati nell'inchiesta genovese. Nella nota, gli avvocati spiegano che "Contestualmente, la Corte ha depositato le motivazioni con cui ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura, che insisteva per l'utilizzabilità del materiale di provenienza bellica. La Suprema Corte ha osservato che le obiezioni dell'ufficio ricorrente, irrispettose del vincolo dell'autosufficienza in caso di dedotto travisamento probatorio - per la mancata allegazione della prova delle prove riguardanti la veicolazione delle risorse all'estero fino a febbraio 2025 - si rivelano nel complesso volte a sollecitare la Corte di cassazione a una non consentita rivisitazione ricostruttiva del compendio delle prove indiziarie. Il giudice del rinvio dovrà quindi rivedere l'intero thema probandum: selezionare provenienza, portata e attendibilità delle fonti aperte e, ove queste vengano meno, verificare se residuino altri elementi autonomi e utilizzabili sufficienti a sorreggere la stessa decisione; pronunciarsi sulla rispondenza delle attività delle associazioni agli elementi costitutivi del reato e sulla consapevolezza, da parte degli indagati, delle finalità anche terroristiche dei finanziamenti; chiarire se questi transitino per Hamas, se Hamas sia movimento con scopi in tutto o in parte terroristici e quale sia la reale natura delle charities richiamate negli atti".

"Le difese rilevano che al Tribunale del riesame sarà dunque richiesta una motivazione molto stringente, ancorata a elementi processualmente utilizzabili, di provenienza accertata ed attendibili, senza
presunzioni né scorciatoie argomentative. La nuova udienza dinanzi al Tribunale del riesame di Genova è attesa entro quindici giorni", conclude la nota firmata dagli avvocati Nicola Canestrini, Sandro Clementi, Angela Ferravante, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gloria Ninci, Gilberto Pagani, Pier Francesco Poli, Marina Prosperi, Federico Riboldi, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Nabil Ryah, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale e Samuele Zucchini.