VICENDA MACABRA

Agguato al gatto Zeus con il fucile a pallini «Ora voglio giustizia»

ATTILIO IEVOLELLA

Zeus è stato ammazzato il 30 ottobre del 2025. Ad ucciderlo sarebbero stati un padre e un figlio. Oggi, a distanza di sette mesi, la padrona ancora attende giustizia. Zeus era un bel gattino. Aveva solo sei mesi di vita. E aveva trovato, da poco – da giugno del 2025 – affetto e cure (e un bel giardino in cui scorrazzare) nella casa di Laura – nome di fantasia –, una signora di Latina, quando venne preso in trappola, grazie a del cibo piazzato in una gabbia, dai vicini di casa –un padre e un figlio – di Laura. I due uomini non si limitarono a "sequestrare" Zeus malo colpirono ripetutamente – ben dodici volte – al muso, causandone la morte, con pallini sparati grazie ad un fucile ad aria compressa. A portare alla luce tale bestialità furono i lamenti strazianti di Zeus, lamenti che richiamarono l’attenzione di alcuni volontari della sezione di Latina dell’Ente nazionale protezione animali, i quali allertarono alcune guardie zoofile, che, a loro volta, contattarono la Questura di Latina.


Decisivo, a quel punto, l’arrivo, poco prima delle 13 di quel 30 ottobre, di una Volante della polizia di Stato: i due agenti andarono a bussare alla porta dei vicini di casa di Laura e, una volta entrati nell’abitazione, fecero la macabra scoperta, cioè rinvennero il corpo martoriato e senza vita di Zeus. L’autopsia consentì di appurare la causa della morte del gattino e di ricostruire la dinamica dei fatti. In sostanza, Zeus fu attirato nella trappola predisposta e poi venne colpito, da distanzaravvicinata, con ben dodici pallini sparati con un fucile ad aria compressa. Terribili le lesioni riportate dal gattino, tanto che il medico che eseguì l’autopsia consigliò a Laura di non guardare il corpo martoriato del suo Zeus. Nel pomeriggio di quel drammatico 30 ottobre, nella Questura di Latina, Laura, rappresentata dall’avvocato Gigliola Turrini, presentò denuncia, ma, ad oggi, quella denuncia non ha avuto ancora sviluppi concreti.


Dalla Procura di Latina, difatti, su specifica richiesta dell’avvocato Turrini, hanno solo chiarito che le indagini sono ancora in corso, a fronte dell’ipotesi di reato di uccisione di animale. «Capisco i tempi lunghi della giustizia, ma sono già passati sette mesi, ci sono gli accertamenti compiuti dalla polizia e i risultati dell’autopsia», osserva l’avvocato Turrini. Il quadro pare abbastanza chiaro, quindi, eppure ci sarà ancora da aspettare per l’apertura del procedimento a carico dei responsabili della morte di Zeus. Ma «ci aspettiamo novità in tempi brevi», aggiunge l’avvocato Turrini, «ossia il rinvio a giudizio di padre e figlio e l’apertura del procedimento penale.
Altrimenti potrebbe scattare la prescrizione, col rischio che passi il messaggio che si può ammazzare un animale e rimanere impuniti».