CONFEDILIZIA

Mano tesa del governo ai proprietari di immobili. Meloni: "Basta diritti violati". Salvini: "Mai più nuove tasse"

Filippo Caleri

La casa è tornata centrale nelle priorità del governo. Non solo con il Piano appena varato dall’esecutivo ma anche tutelando le istanze dei proprietari immobiliari che, per anni, hanno dovuto cedere il passo alle richieste dei loro inquilini. Così all’assemblea della Confedilizia, che si è tenuta ieri a Roma, Matteo Salvini ha promesso di rivedere la norma che limita gli affitti brevi. Alla sua voce si è unita quella del viceministro all’Economia Maurizio Leo che ha anticipato, compatibilmente con le risorse disponibili, la possibile proroga in manovra dei bonus casa, per le ristrutturazioni e i mobili, e teso la mano sull’introduzione della cedolare secca sui negozi.


Non solo. Anche il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, ci ha messo del suo e assicurato un contrasto «fermo e tempestivo» alle occupazioni abusive. La ciliegina sulla torta l’ha messa però Giorgia Meloni che ricordato la fine di una stagione in cui i proprietari sarebbero stati trattati come «cittadini di serie B» e come «nemici di classe» con riferimento nel dibattito sugli sfratti e sulle occupazioni abusive. Il cambio di paradigma verso la proprietà immobiliare è un combinato disposto di misure su sicurezza, fisco e mercato immobiliare. Si parte da nuovo Piano Casa, definito «ambizioso e strutturale»: fino a 10 miliardi di euro per rendere disponibili oltre 100mila alloggi in dieci anni, con un doppio fine: recuperare patrimonio pubblico inutilizzato e coinvolgere capitali privati per aumentare l’offerta abitativa.


Ma è sul fronte degli sfratti che il governo ha lavorato per riequilibrare il rapporto tra inquilini e proprietari, spesso a favore dei primi, con l’accelerazione dei tempi di rilascio degli immobili occupati senza titolo o da inquilini morosi. Secondo Meloni, l’attuale sistema produce un doppio danno: scoraggia i proprietari dal mettere case sul mercato e riduce l’offerta disponibile, contribuendo così all’aumento dei canoni. Da qui la scelta di introdurre nel ddl collegato al Piano Casa, all'esame del Senato, procedure d’urgenza e tempi certi per le esecuzioni.


Più tutela della proprietà dovrebbe tradursi in più fiducia e più immobili concessi in locazione. Una linea condivisa da Confedilizia, il cui presidente Giorgio Spaziani Testa, ieri padrone di casa al Teatro Adriano, ha sostenuto che «senza fiducia le case escono dal mercato», con effetti negativi soprattutto per gli inquilini. Sul piano fiscale, sono arrivati annunci importanti per la platea. Il viceministro ha confermato che a settembre il governo valuterà una possibile proroga dei bonus ristrutturazione, mantenendo la differenziazione tra prima casa al 50% e seconde case al 36%, con possibile conferma anche del collegato bonus mobili. Resta sul tavolo in fase di studio l’estensione della cedolare secca agli affitti commerciali, richiesta storica di Confedilizia. Per Leo, differenziare locazioni abitative e commerciali rappresenta «una sperequazione che non ha senso», anche se tutto dipenderà dalle coperture finanziarie disponibili. Salvini ha infine escluso nuove tasse sulla casa, definendole «impensabili» in un Paese dove oltre l’80% delle famiglie vive in un immobile di proprietà. E criticato le restrizioni sugli affitti brevi, considerate penalizzanti per la valorizzazione della proprietà privata. «Stiamo ragionando - anche all'interno della maggioranza- sulla limitazione, secondo me in questo momento penalizzante ed eccessiva».