i racconti dei concittadini

I vicini di Salim El Koudri: "Da un po' era silenzioso". Le prime ombre su una vita ordinaria

Francesca Musacchio

Un ragazzo all’apparenza normale che nell’ultimo periodo, però, qualcuno avrebbe visto più chiuso e taciturno. A Ravarino in molti conoscevano di vista Salim El Koudri, unomo dal profilo ordinario, che fino a sabato non aveva creato preoccupazioni rilevanti. «Tutti mi dicono che era un ragazzo normale, che non aveva mai dato, mai, nessun segno di squilibrio visibile e conviveva tranquillamente in paese», ha detto il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti. Ma nella paese, il racconto dei concittadini resta fatto di abitudini minime e dettagli rimasti ai margini fino ad ora. El Koudri passava ogni giorno in tabaccheria, comprava gratta e vinci da un euro e sigarini economici. Il titolare lo ha descritto alla Tgr Emilia-Romagna come un cliente riconoscibile, ma non tranquillo: «Fissava il muro dei gratta e vinci per dieci minuti prima di scegliere, sbatteva le porte. Un personaggio un po’ inquietante». Lo stesso esercente ha detto di averlo riconosciuto dall’auto. «Parcheggiava sempre chiudendo il passaggio alle persone. Era incurante di tutti». Poi un altro particolare: «Abbiamo usato anche le maniere forti per dirgli di non disturbare le ragazze che ci sono al mattino».

La distanza tra la percezione pubblica e i segnali privati è ora uno dei passaggi al vaglio degli inquirenti. Il quadro sanitario per ora, non consegna segnali pregressi di violenza. L’accesso negli anni passati ai servizi di salute mentale non avrebbe evidenziato episodi di autolesionismo o violenza verso altri. Ma qualcuno aveva notato un cambiamento. «Negli ultimi tempi lo vedevo più silenzioso e chiuso - spiega un vicino - lo vedevo passare in auto ma nulla di più». In moschea, invece, «nessuno conosce Salim - spiega alla Gazzetta di Modena il referente della comunità islamica locale di Ravarino, Abdelmajid Abouelala - Siamo davvero sconvolti da quello che è successo, la nostra è una piccola comunità, ci conosciamo tutti. Ho chiesto anche ad amici e volontari: nessuno conosce Salim». Il 31enne «non frequentava il centro. Mai visto Salim El Koudri nella nostra associazione a Ravarino - prosegue - Conosco bene, invece, il padre. Di lui posso solo dire che è una persona per bene, così come il resto della famiglia. Un gran lavoratore, di quelli che fanno casa, lavoro, casa. Una persona istruita e di cui non ho mai sentito parlare male».

Dopo la corsa dell’auto in centro, il primo a tentare di bloccarlo è stato Luca Signorelli, indicato come il cittadino eroe. All’uscita dall’ospedale di Baggiovara ha raccontato quei momenti ai giornalisti: «Blaterava delle cose, si sentiva che sapeva parlare italiano, ma aveva un accento straniero e non si capiva niente». Al momento, dunque, resta il profilo di un uomo che per molti, fino a ieri, era soltanto una presenza ordinaria del paese. Poi la corsa in via Emilia Centro, il fermo per strage e lesioni aggravate e quei dettagli minimi, rimessi in fila dopo.