garlasco
Garlasco, Paola Cappa a verbale: "Perché dissi delle avances respinte"
"Perché dissi che Chiara poteva essere stata uccisa per delle avance respinte? In realtà era una cosa molto casuale". Lo ha messo a verbale il 5 maggio 2026 Paola Cappa, sentita come testimone a Milano nell'indagine su Andrea Sempio. Nel corso dell'audizione spiega anche che il tema Garlasco da allora è stato "un tabù" in famiglia.
"Nelle sue dichiarazioni del 15 agosto 2007, lei affermava davanti ai carabinieri di Vigevano che ipotizzava che l'omicidio di Chiara potesse essere scaturito da avances respinte, anche da qualche collega di lavoro attuale o passato. Da cosa nasceva questa sua ipotesi?" è la domanda dei carabinieri.
La donna spiega: "L'ho detta perché in realtà immaginavo potesse essere una ipotesi delle tante, non ricordo precisamente le circostanze in cui avevo rilasciato queste dichiarazioni. È stata una normale reazione per dare una spiegazione di istinto a quanto accaduto, sulla base delle mie esperienze personali".
Leggi anche: Garlasco, la Pg di Milano sorprende tutti: "Processo a Sempio si può fare senza la revisione su Stasi"
E poi aggiunge di non avere "mai sentito mia cugina parlarmi di qualche amico particolare o di qualche frequentazione del fratello Marco. Io non conoscevo neanche Stasi, che ho conosciuto il giorno del funerale".
"Nel periodo in cui lei era a casa, può essere che Chiara possa averle fatto qualche confidenza particolare?" insistono gli investigatori.
"Guardi, se me le avesse fatte, le avrei ricordate. Così come ho ricordato le parole da Chiara riferitemi sul fatto che non avesse avuto rapporti intimi durante la sua vacanza a Londra con Alberto. Dunque credo proprio di no".
I carabinieri insistono: "Lei disse di aver appreso dai media che probabilmente sua cugina era stata colpita alla testa con un attrezzo da camino. Aggiungeva di invitare gli inquirenti a cercare l'assassino tra suoi ex colleghi di lavoro, per delle avances respinte da Chiara. Aggiungeva inoltre che, secondo lei, l'assassino avrebbe studiato le abitudini di Chiara in quella settimana, per poi agire di impulso".
Leggi anche: Garlasco, “Sempio ha confessato l’ora del delitto”. La nuova impronta di Stasi e l’ultimo giallo
"Erano assolutamente ipotesi, senza alcuna dietrologia, non avevo alcun supporto per fare tali dichiarazioni con l'intenzione di voler accusare qualcuno", tiene il punto la testimone, in linea con quanto detto prima.
Paola Cappa afferma poi, in un altro passaggio del verbale, di avere "cercato di allontanarmi da quella vicenda che è diventato un argomento tabù nella mia famiglia, dove cerchiamo sempre di non affrontarlo".
"Negli anni - aggiunge - ho cercato di mettere da parte i ricordi legati a quegli anni, così come altre esperienze negative, grazie a un percorso con uno psicoterapeuta".