Angeli & demoni

Quarticciolo, il presidio e la calma apparente

Le strade del Quarticciolo sono stranamente silenziose e quasi deserte per essere un sabato notte. Pochissime auto. Agli angoli, nell’ombra, non ci sono giovani nordafricani appostati in attesa di clienti. Dalle aiuole degli spazi verdi stavolta non si materializzano i "capetti" con i loro molossi al guinzaglio. E i ragazzi in cerca di spacciatori si contano sulle dita di una mano. Strano per una delle più grandi piazze di spaccio della Capitale, seconda, oggi, solo a Tor Bella Monaca.


Si sentono però i passi di don Antonio Coluccia, che cammina con un vassoio tra le mani, e il bisbiglio degli uomini della sua scorta. L’aveva detto e l’ha fatto. Il primo presidio fisso è iniziato alle 21 circa di sabato sera, con l’appoggio di un nutrito gruppo di agenti della polizia di Stato, ed è proseguito con una passeggiata della legalità per le vie del quartiere terminata alle 3 del mattino.


«Voglio consegnare qualcosa da mangiare a una persona che ne ha davvero bisogno», spiega il prete "antispaccio" nel video realizzato alle 2 di notte mentre cammina tra i palazzoni popolari dell’Ater. Don Coluccia è arrivato con il camper di Radio Megafono 48, la web radio da lui fondata per combattere spaccio e criminalità organizzata a suon di megafono, appunto, e di preghiere. Ieri lo abbiamo raggiunto al telefono per farci raccontare come fosse andato questo primo «presidio» al Quarticciolo. «Quando siamo arrivati alcune persone si sono pure affacciate alle finestre per ringraziarci. In genere nemmeno le aprono per paura della reazione di quelli che nel quartiere guidano le attività di spaccio. Ma c’è tanta brava gente che lavora e che vuole dare un futuro migliore ai suoi ragazzi». Don Coluccia racconta anche di aver incontrato qualche "cliente" spiazzato dall’assenza degli spacciatori e di aver rivolto a un gruppetto di giovanissimi questa domanda: «Cosa vorreste fare da grandi? Vi piacerebbe fare il poliziotto o il carabiniere?» Ma la risposta è stata netta: «No. Meglio il narcotrafficante. Si guadagna molto di più».


Secondo don Coluccia la situazione, al Quarticciolo, è peggiorata negli ultimi tempi nonostante i blitz e le operazioni a raffica delle forze dell’ordine che «non smetterò mai di ringraziare», sottolinea il sacerdote. Basti pensare che solo negli ultimi 15 giorni polizia e carabinieri, in quelle stesse strade, hanno arrestato una quarantina di spacciatori. Ma sono davvero tanti, troppi: «Si muovono a gruppi di trenta o quaranta, sono soprattutto nordafricani. Un esercito». E sono pericolosi. La speranza di don Antonio è che presidi come quello di sabato sera possano essere replicati dalle forze dell’ordine.


Altrimenti quella strana calma piatta, resterà solo apparente. Oggi, domani, dopodomani, le ombre degli spacciatori torneranno ad allungarsi per le vie del quartiere in attesa dei clienti o di un nuovo carico di droga, annunciato dai fuochi d’artificio. Saranno lì, incuranti del prossimo blitz. E potrebbero tornare ad accerchiare le "divise" per facilitare la fuga a qualche compare. Nel corso del 2025 ci sono stati tre episodi, con due poliziotti feriti. Ed è forse solo grazie alla professionalità degli operatori che nessuno, al Quarticciolo, ci ha rimesso la pelle. Ma come dice don Coluccia, «non esiste un Vangelo senza rischio».