Il convegno
La marginalità come fattore di reddito, Roma si candida a modello per l'inclusione sociale
In un contesto segnato da trasformazioni economiche e sociali profonde, la marginalità non riguarda più soltanto il reddito, ma sempre più l’accesso al lavoro, alle relazioni e alle opportunità di partecipazione. In Italia oltre 5,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta e più di 3 milioni si collocano ai margini del mercato del lavoro; a livello europeo, quasi una persona su cinque è a rischio di esclusione sociale.
Da queste evidenze è nato l’incontro “Governance Complexity Competence: Empowering the marginalized in complex worlds”, ospitato dalla Pontificia Università della Santa Croce e organizzato da Diadema Capital e dal Centro di Ricerca "Markets, Culture & Ethics" MCE, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e alcune tra le più significative esperienze italiane di innovazione sociale e reinserimento.
Al centro del dibattito, il ruolo delle cosiddette imprese ibride: modelli capaci di coniugare sostenibilità economica e impatto sociale, superando la tradizionale distinzione tra profit e non profit. Decine di storie di riscatto sono emerse dalle testimonianze di Luciana Delle Donne (Made in Carcere), Lorenzo Di Ciaccio (Pedius), Luca Mongelli (Ridaje) e Roberto Pellegatti (La Terra degli In-Super-Abili): esperienze diverse, accomunate dalla capacità di trasformare l’impresa in uno strumento concreto di inclusione, autonomia ed empowerment della persona.
Made in Carcere rappresenta un esempio di economia circolare applicata al reinserimento sociale, offrendo a persone detenute percorsi di formazione e lavoro attraverso il riutilizzo creativo di materiali di scarto. Sul versante tecnologico, Pedius sviluppa soluzioni che rendono accessibili le telefonate alle persone sorde, trasformando un bisogno quotidiano in innovazione. A Roma, Ridaje unisce inclusione sociale e rigenerazione urbana, coinvolgendo persone senza fissa dimora in attività di manutenzione del verde pubblico e recupero degli spazi cittadini.
Un ulteriore ambito di sperimentazione riguarda i percorsi rivolti a persone nello spettro autistico. Il Tortellante integra dimensione terapeutica, formazione e lavoro in un laboratorio che, attraverso la produzione artigianale di pasta fresca, costruisce autonomia e competenze. Nella stessa direzione si sviluppa La Terra degli In-Super-Abili, che attraverso il modello della fattoria sociale creerà un ecosistema in cui vita, lavoro e inclusione si intrecciano, offrendo percorsi concreti di autonomia e integrazione. L’esperienza della Fondazione Gi Group, raccontata dalla presidente Chiara Violini, mostra come sia possibile costruire percorsi che mettano in relazione imprese, terzo settore e persone fragili, trasformando l’inserimento lavorativo in un processo strutturato. Il tema della legalità è poi affrontato da Paola Severino, già ministro della Giustizia, fondatrice e presidente della Fondazione Severino, i cui percorsi attivati nelle carceri puntano a creare opportunità reali, combinando formazione, lavoro e iniziative culturali; un esempio emblematico è il progetto artistico Benu presso il carcere di Rebibbia, pensato come ponte tra “dentro e fuori”, capace di generare dialogo, fiducia e senso di comunità.
Ad arricchire il confronto, una tavola rotonda che ha messo in dialogo istituzioni, fondazioni, imprese, accademia e Chiesa, con la partecipazione – tra gli altri – di Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri, Erika Coppelli e Lara Gilmore de Il Tortellante, Francesco Rullani, ordinario all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Dolores Sánchez Galera, consulente del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, e S.E. Mons. Antonino Treppiedi, Presidente della Fondazione San Giorgio Roma.
Il dibattito ha evidenziato il ruolo strategico delle politiche pubbliche e la necessità di strumenti capaci di dialogare con esperienze già operative sul territorio, sviluppate da anni da chi studia e promuove modelli di impresa a impatto sociale, orientati allo sviluppo umano ed economico in una prospettiva integrale. Nel loro insieme, queste esperienze delineano un paradigma in evoluzione: un sistema in cui imprese, istituzioni e società civile collaborano per trasformare la marginalità da problema da gestire a spazio generativo di valore, attraverso innovazione sociale e iniziativa imprenditoriale.