Garlasco, il papà di Sempio intercettato: “Finirà presto”

A due giorni dalla chiusura ufficiale delle nuove indagini sul delitto di Garlasco emergono nuovi stralci di intercettazioni ambientali. Oltre ai soliloqui in auto di Andrea Sempio, nell’informativa dei carabinieri di Milano Moscova compaiono anche frammenti di conversazioni riconducibili ai protagonisti collaterali della vicenda. Tra queste, una coinvolge Giuseppe Sempio, padre del 38enne, che menziona l’ex sostituto procuratore di Pavia Mario Venditti, indagato dalla procura di Brescia per corruzione in atti giudiziari in relazione alla gestione della prima inchiesta su Andrea Sempio. 

La nuova intercettazione

La captazione risale al 17 marzo 2025, due mesi prima che fosse ritrovato l’appunto in cui Giuseppe Sempio aveva annotato: “Venditti gip archivia x 20, 30 Euro”. Quel giorno, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si trova in auto con il figlio e, parlando con un cronista, racconta: “No… C’è uno solo guardi, ma glielo dico sinceramente… Venditti… Che dopo che ci ha ascoltato, io ero là, mi ha detto… Va beh ha fatto tutte… ha fatto tutte le domande, ho risposto, e poi mi dice ‘Questa cosa finirà presto’… che era il Gip che c’era a Pavia”. Nell’informativa i carabinieri sottolineano come anche in questa occasione, “nel tono colloquiale e spontaneo con la giornalista”, il padre di Andrea Sempio faccia “confusione e sovrappone la figura dell’allora procuratore aggiunto” a quella del gip, “esattamente come riportato dai suoi manoscritti”. 

Secondo l’inchiesta della procura di Brescia, nella quale sono confluiti anche atti dell’indagine pavese, Giuseppe Sempio avrebbe versato tra i 50 e i 60mila euro per ottenere l’archiviazione della prima inchiesta sul figlio, poi decisa da un gip su richiesta della Procura. Gli investigatori ritengono inoltre che quel procedimento, durato pochi mesi, sia stato segnato da “anomalie” e contatti “opachi”. 


Lo scontrino

Dall’informativa finale dei carabinieri emerge un’altra intercettazione ambientale, risalente al 22 ottobre scorso, in cui Giuseppe Sempio, rivolgendosi alla moglie, Daniela Ferrari, dice: “Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”. Il riferimento è al ticket di un parcheggio di Vigevano, stampato la mattina del 13 agosto 2007 e considerato per anni il presunto alibi di Andrea Sempio. Il giovane, infatti, ha sempre sostenuto di non trovarsi a Garlasco la mattina in cui venne uccisa Chiara Poggi. Secondo gli investigatori, in un passaggio successivo dell’intercettazione i due coniugi commentano anche la notizia di un ipotetico testimone che avrebbe spiegato agli inquirenti la provenienza dello scontrino. “Adesso c’è un familiare che dice che lo scontrino non lo ha fatto né Andrea né i suoi familiari”, afferma Daniela Ferrari. Giuseppe Sempio replica: “Come fa ad averlo, glielo ha dato lui? (ride) Non so! Chi è che gliel’ha dato? Cioè, la domanda da fargli è quella lì… Vabbè… estremizzare le cose che comunque poi sono cagate, perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”. Per gli investigatori, questo passaggio rafforzerebbe i dubbi circa la possibilità che lo scontrino non sia stato effettivamente prodotto dall’indagato.