Il caso
Genova, scritte contro gli Alpini a una settimana dal raduno. Il silenzio della Salis
"Attenzione molestatori in città" e "remigriamo gli alpini": Le frasi sono state scritte con vernice arancione sui muri del centro storico di Genova, ad una settimana dalla 97esima Adunata degli Alpini. Dall'8 al 10 maggio le Penne Nere, simbolo dell'Italia, saranno nel copoluogo ligure. Mentre la città si prepara all'arrivo stimato di 400mila persone nei tre giorni del raduno, la polemica è arrivata anche in consiglio comunale. Sulle scritte di queste ore "solidarietà agli Alpini e condanna degli inaccettabili toni denigratori espressi da taluni collettivi di femministe genovesi contro le Penne Nere", afferma il capogruppo regionale della Lega Sara Foscolo. "Se le Sinistre in Comune a Genova - prosegue - hanno votato contro l'ordine del giorno della Lega, sottoscritto da tutto il centrodestra, che chiedeva di rispettare gli Alpini e se il sindaco Silvia Salis non ha pronunciato nemmeno una parola a loro difesa dagli squallidi attacchi e insulti, in Regione Liguria gli esponenti delle stesse Sinistre non hanno firmato il documento del Carroccio a tutela dei valori dell'onore del Corpo Nazionale degli Alpini". "Questo dimostra da che parte stiano - conclude Foscolo - e su quali valori si fonda il loro rispetto per gli altri e i loro concetti di libertà e inclusione. Il nostro ordine del giorno in Regione Liguria esprimeva nient'altro che la giusta e ferma condanna verso gli inaccettabili toni denigratori e pregiudiziali utilizzati contro gli Alpini e piena solidarietà alle Penne Nere, riconoscendo il ruolo fondamentale nel tessuto sociale italiano, ligure e genovese".