Milano

Liberazione, la Brigata Ebraica scortata fuori dal corteo dalla polizia

Francesca Mariani

Una delegazione legata alla Brigata ebraica è stata ricevuta dal questore di Milano Bruno Megale in questura per un chiarimento sulla gestione dell'ordine di pubblico nel corteo del 25 aprile. "La Brigata Ebraica e gli iraniani che manifestavano con noi, sono stati spostati dalla polizia a seguito delle pressioni di gruppi estremisti di sinistra che ne volevano impedivano il passaggio. Un atto intollerabile, che non può e non deve passare sotto silenzio. Quello che è accaduto oggi non è solo una violazione dei diritti del mondo ebraico e iraniano: è una ferita istituzionale e costituzionale di gravissima portata - ha detto Davide Romano direttore del Museo della Brigata ebraica - Il 25 aprile non può e non deve diventare la festa dell'estremismo e dell'esclusione contro i diversi". Tra gli esponenti ricevuti dal questore ci sono anche il parlamentare Pd e presidente di Sinistra per Israele Emanuele Fiano, il consigliere comunale di Azione Daniele Nahum e il presidente della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi.

"Quanto accaduto oggi a Milano durante il corteo del 25 aprile è grave e inaccettabile: tra fischi e applausi, insulti e grida 'fuori, fuori', si è arrivato persino all'allontanamento della Brigata Ebraica lungo via Senato, con l'intervento delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, un fatto che rappresenta una ferita profonda per una giornata che dovrebbe unire e non dividere", dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Stefano Maullu. "La Brigata Ebraica ha combattuto contro il nazifascismo contribuendo in concreto modo alla libertà del nostro Paese e metterne in discussione la presenza, contestarla o, peggio ancora, insultarla significa tradire il senso più profondo del 25 aprile, solidarietà alla Brigata Ebraica, ai suoi rappresentanti e a tutti coloro che oggi sono stati oggetto di insulti e intimidazioni: la memoria non si negozia e non può essere ostaggio di slogan o di odio. Il 25 aprile deve tornare a essere ciò che è, una giornata di unità nazionale, di rispetto e di riconoscimento per chi ha lottato per la libertà, da parte della sinistra in parlamento serve una presa di posizione netta e senza ambiguità: non c'è spazio per l'antisemitismo, per la violenza verbale e per la distorsione della storia".

"Solidarietà alla Brigata Ebraica cacciata dal corteo del 25 aprile dai soliti estremisti di sinistra che con la scusa della giusta difesa della popolazione di Gaza scatenano sempre guerriglia urbana. Grazie a donne e uomini in divisa che hanno difeso l'incolumità dei partecipanti", interviene il deputato e responsabile Organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli. "Oggi a Milano hanno cacciato dal corteo del 25 aprile la Brigata Ebraica, le hanno rivolto insulti antisemiti con riferimenti espliciti allo sterminio nazista, e l'Anpi ha pensato bene di dichiarare che le bandiere israeliane sono inopportune", afferma Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d'Italia. "A Roma i militanti di Cambiare Rotta, gli stessi che mettono a ferro e fuoco le nostre città e aggrediscono le forze dell'ordine, hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi dei Radicali e strappato le bandiere dell'Ucraina. Questa è la sinistra che scende in piazza per il 25 aprile: insulta gli ebrei, aggredisce chi non si allinea, e trova nell'Anpi una giustificazione".

"È la festa della Liberazione, è una festa nazionale e quindi vanno condannati assolutamente gli episodi intolleranza, addirittura agli insulti, per impedire a Milano di manifestare alla Brigata ebraica e va fermamente condannata l'aggressione folle che è successo a Roma da parte di una persona che va assolutamente identificata", sottolinea il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. "Che la Brigata ebraica sia stata costretta a lasciare il corteo di Milano per il 25 aprile è assurdo, grave, antidemocratico, inaccettabile. Un tradimento del senso stesso della Liberazione, una festa che dovrebbe unire nel ricordo di quanti seppero mettere da parte le differenze per combattere insieme per la libertà e la democrazia, non un'occasione di esclusione o divisione", afferma Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati. "Di fronte a quanto accaduto, agli insulti antisemiti, alle parole d'odio, occorre una netta e unanime condanna: non possiamo permettere che le nostre piazze siano ostaggio di estremisti e violenti. Il 25 aprile appartiene a tutti gli italiani, non a chi urla più forte Solidarietà alla Brigata ebraica".