ROMA, XI MUNICIPIO

Osservatorio antisemitismo bocciato, manca un voto del Pd. Di Segni: "Dovrebbe essere una priorità"

David Di Segni

Sono passati pochi giorni da quando la consigliera dell’XI municipio di Roma, Fabiana Di Segni, ha raccontato fra le colonne del nostro giornale la sua scelta di lasciare il Partito Democratico a causa del profondo clima di antisemitismo al suo interno. Un appiattimento totale fatto di battutine, schermaglie e aggressioni verbali, che dal 7 ottobre 2023 martella costantemente nel silenzio più totale. Ma quanto è accaduto ieri aggrava ulteriormente la situazione, aggiungendo un altro tassello alla crisi che scorre all’interno della sinistra. A raccontarlo a Il Tempo è di nuovo la consigliera Di Segni: «Insieme a Cristiano Migliorelli, di Lista Civica, abbiamo presentato un atto per l’istituzione di un osservatorio per l'antisemitismo e l'odio razziale, già condiviso con il Pd. Tuttavia, al momento della votazione una collega dem è uscita dall’aula facendo cadere i numeri della maggioranza».


Una scena che racconta ormai di come il contrasto all’odio antiebraico sia divenuto un tabù o una questione da affrontare con meri comunicati di solidarietà. Come quelli letti poco prima della votazione, in quella stessa aula, per condannare l’aggressione a sfondo antisemita avvenuta nel quartiere Marconi di Roma da parte di due nordafricani contro un 62enne che indossava la Kippah. Una solidarietà da non lasciare vacante, ma da cui ripartire per ripensare al cittadino ebreo «nel suo valore culturale, fatto di persone che hanno contribuito alla storia delle istituzioni italiane». Quindi non più solamente come «vittima della Shoah» oppure, come avvenuto più volte, come estensione del governo di Israele.


Parole al vento per un Consiglio municipale che di lì a poco ha poi fatto naufragare un progetto teoricamente meritevole di essere approvato all’unanimità. Perciò è stata successivamente rifiutata la proposta da parte Lega e Fratelli d’Italia di usare i loro voti per far passare il provvedimento: il problema è di tutti o di nessuno. Ma Di Segni non demorde: «La prossima riunione utile ripresento la proposta, mi dicessero cosa vuol dire per loro rimanere in maggioranza». Il progetto era infatti stato rivisto per via della richiesta di non attribuire l’impegno dell’Osservatorio solamente al Presidente e alla Giunta, bensì all’intero consiglio.


Quanto avvenuto lascia comunque un forte interrogativo sullo stato di salute della società, che proprio al livello più alto dovrebbe dimostrare che tutti i cittadini sono eguali con pari dignità. Occuparsi di questi temi, per un amministratore pubblico «dovrebbe essere la priorità, perché tutela tutti noi».