PROCESSO

Garlasco, verso la chiusura delle indagini: "Stasi fuori dalla scena del crimine"

Ignazio Riccio

Si avvicina la fase decisiva nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. La Procura di Pavia si prepara infatti a chiudere le indagini e, secondo quanto riportato dal “Corriere della Sera”, nelle prossime settimane potrebbe arrivare la notifica di fine indagine alle parti coinvolte, passaggio che anticiperebbe una possibile richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio.


L’ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti resta quella che individua nell’amico del fratello di Chiara Poggi il possibile autore dell’omicidio. Una ricostruzione che, secondo quanto emerge, si fonderebbe su un insieme di elementi raccolti nel corso di mesi di accertamenti investigativi e consulenze tecniche, ritenuti sufficienti per essere sottoposti al vaglio del tribunale.


Uno degli aspetti più rilevanti dell’inchiesta riguarderebbe però la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Sempre secondo il quotidiano di via Solferino, le nuove verifiche condotte dalla Procura e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano non avrebbero fatto emergere elementi che collochino Stasi sulla scena del crimine, mentre alcuni approfondimenti sembrerebbero addirittura entrare in tensione con punti centrali delle sentenze di condanna. Un quadro che, se consolidato, potrebbe aprire anche riflessioni su un’eventuale revisione del processo.


In questo contesto si inserisce anche l’incontro previsto tra il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e la procuratrice generale Francesca Nanni, appuntamento già calendarizzato ma che cade in un momento particolarmente delicato dell’indagine. Sul fronte investigativo, gli inquirenti sembrano aver circoscritto il perimetro dell’inchiesta, lasciando fuori una serie di ipotesi alternative che negli anni hanno alimentato il dibattito mediatico; dai presunti depistaggi evocati in recenti audio depositati in Procura fino a piste mai realmente sviluppate, come quelle legate a presunti rituali o a coinvolgimenti multipli. Secondo la nuova linea investigativa, questi scenari non avrebbero trovato riscontri.


Peso rilevante avrebbero invece avuto le consulenze tecniche. Tra queste, gli accertamenti medico-legali avrebbero riportato l’orario del delitto in una finestra compresa tra le 10.30 e mezzogiorno, con una possibile concentrazione tra le 11 e le 11.30, rivalutando così una delle prime ricostruzioni formulate subito dopo il delitto. Nuove analisi avrebbero riguardato anche il materiale genetico e alcuni reperti già discussi nel processo originario. In particolare, sarebbe stata riconsiderata la traccia biologica rinvenuta sui pedali della bicicletta di Stasi, così come ulteriori elementi relativi alla scena del crimine. Tra gli approfondimenti citati dal “Corriere” figurano anche valutazioni sull’assenza di utilizzo del lavabo al piano terra e verifiche su impronte compatibili con le calzature indossate da Stasi il giorno dell’omicidio, elementi che potrebbero incidere sulla ricostruzione dei movimenti all’interno della villetta.


Con il deposito dell’informativa finale dei carabinieri e delle ultime consulenze, l’inchiesta sembra dunque avviarsi alla sua fase conclusiva. Il momento in cui i magistrati “scopriranno le carte” potrebbe rappresentare non solo un passaggio cruciale per Andrea Sempio, ma potenzialmente anche per l’intera rilettura giudiziaria di uno dei casi più controversi della cronaca italiana.