AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Auditorium, Bufera in vista sulla gestione Ranucci

Tempesta perfetta all’Auditorium Parco della Musica, che preoccupa il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Il 5 giugno, davanti al TAR, saranno discusse le presunte irregolarità legate alla contestata gara per catering e ristorazione, da cui sarebbero stati esclusi anche alcuni tra i nomi più importanti del settore romano e nazionale. Sul fronte della sicurezza emerge inoltre un quadro ancora più preoccupante.


Il Museo Aristaios, che ospita la Collezione Sino poli - una raccolta di antichità classiche, con ceramiche greche ed etrusche databili tra età arcaica ed ellenistica - ed è sottoposto al controllo della Sovrintendenza capitolina guidata da Claudio Parisi Presicce, avrebbe il sistema di allarme disattivato da mesi. Una situazione emersa durante un sopralluogo, tanto che la società di sorveglianza avrebbe messo per iscritto di non voler assumere responsabilità in tali condizioni.


Di fronte a queste negligenze cresce la preoccupazione anche tra figure vicine a Gualtieri, come Albino Ruberti e Alberto Stancanelli. Il tutto mentre sono stati stanziati fondi, anche rilevanti, per il rifacimento delle cupole progettate da Pier Luigi Nervi e per ulteriori interventi di ristrutturazione, alimentando interrogativi sulle priorità gestionali. Tornando alla gara per catering e ristorazione, le contestazioni riguardano la qualificazione giuridica della procedura che, secondo diversi imprenditori, non avrebbe previsto l’applicazione integrale delle norme sulle concessioni di servizi, inclusa la clausola sociale a tutela dei lavoratori. Davanti al TAR, le società escluse chiederanno chiarimenti sui criteri di selezione, ritenuti eccessivamente restrittivi e tali da limitare fortemente la concorrenza, anche a causa di uno sbarramento tecnico.


Si segnalano inoltre criticità nell’accesso agli atti, con dinieghi motivati da esigenze di riservatezza commerciale che avrebbero compromesso la trasparenza della procedura. Resta infine il nodo della decisione di procedere comunque all’aggiudicazione e all’avvio del servizio nonostante il ricorso pendente, esponendo l’ad Raffaele Ranucci e l’intero cda a possibili conseguenze in caso di accertate irregolarità.


A ciò si aggiunge la vicenda dei lavoratori: mentre l’Auditorium celebrava la cucina italiana come patrimonio dell’UNESCO, i dipendenti del ristorante Spartito denunciano di essere stati licenziati senza preavviso il 31 luglio , senza ricevere spiegazioni né tutele nella nuova gara. Un importante ristoratore romano, che dovrebbe subentrare al precedente gestore di Spartito, sembrerebbe deciso a rinunciare proprio per le perplessità sull’attuale gestione dell’Auditorium.
Il 5 giugno non sarà soltanto una scadenza giudiziaria, ma il punto di convergenza di criticità che mettono in discussione gestione, sicurezza e credibilità dell’intero sistema, con sindacati e dipendenti sul piede di guerra dopo che addirittura la simbolica cavea dell’Auditorium disegnata da Piano viene trasformata a volte in una palestra di yoga a cielo aperto.