Tragedia di Catanzaro: la bimba di 5 anni trasferita al Gaslini. È in terapia intensiva.

È stata trasferita all’ospedale Gaslini di Genova la bambina di cinque anni sopravvissuta alla tragedia avvenuta a Catanzaro, dove ieri notte una donna di 46 anni si è lanciata dal terzo piano della propria abitazione insieme ai suoi tre figli. I due fratellini più piccoli, uno di quattro anni e l’altro di pochi mesi, sono morti sul colpo, così come la madre. La primogenita, dopo un primo e decisivo intervento dei sanitari sul posto, è stata trasportata nel capoluogo ligure con un velivolo messo a disposizione dal 31º Stormo dell’Aeronautica Militare.

Come sta la bambina

La bambina, che ha riportato gravi lesioni a diversi organi, nella notte è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico eseguito dagli specialisti dell’ospedale pediatrico genovese. Attualmente è ricoverata nel reparto di Terapia intensiva, in prognosi riservata. “Il Gaslini sta offrendo a questa bambina le migliori possibilità di recupero, soprattutto dal punto di vista neurologico. È sottoposta a monitoraggi molto sofisticati per favorire il massimo recupero possibile”, ha spiegato Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento di Emergenza e Terapia Intensiva. “In questo momento sarebbe inutile fare previsioni. - ha proseguito - Il nostro obiettivo è mantenere condizioni di stabilità ottimali, e al momento questo risultato è stato raggiunto.”

La dinamica della tragedia

Sembrano esserci pochi dubbi sulla dinamica dell’accaduto. Secondo quanto emerso finora, la tragedia si sarebbe consumata nel cuore della notte. Mentre il marito dormiva in camera da letto, la 46enne ha vestito con cura i tre figlioletti e poi li ha gettati di sotto. Subito dopo si è lanciata anche lei, stringendo un rosario tra le mani. Il papà dei tre bambini è stato risvegliato dal tonfo e si è precipitato in strada. Seppur sotto choc, l’uomo ha provato invano a rianimare i bambini, mentre alcuni vicini hanno allertato il 112 e i soccorsi. Una scena drammatica, l’incubo peggiore per ogni marito e genitore. Nonostante l’intervento tempestivo del 118, per la mamma e i due figlioletti più piccoli non c’è stato nulla da fare. L’unica a essere sopravvissuta è la bimba di cinque anni, rimasta aggrappata alla vita con tutte le sue forze.

La maternità e le confidenze al parroco

La comunità di Catanzaro è sotto choc. La 46enne viene descritta dai conoscenti come “una madre attenta e protettiva con i figli”. Eppure, da qualche tempo, conviveva con un dolore silenzioso e intenso. Si era confidata con il parroco della parrocchia di quartiere, che frequentava assiduamente, e lui l’aveva spronata a reagire. “Glielo avevo detto più volte: se non ce la fai, se ti senti giù, fatti aiutare. Se non vuoi andare dallo psichiatra o dallo psicologo, consulta almeno il tuo medico e digli che ti senti giù”, ha raccontato al Corriere della Sera il prelato. “Si sentiva soffocata dalla situazione di dover crescere tre figli, nati a poca distanza l’uno dall’altro. - ha spiegato il parroco - Ma io gli dicevo di farsi forza”. Ciononostante “non aveva mai espresso alcun rifiuto della vita”. Con gli altri la donna si sarebbe mostrata sempre tranquilla e sorridente. Tanto che nemmeno i colleghi della Rsa in cui lavorava da anni avevano intercettato alcun segnale di un eventuale disagio o fragilità. Spetterà dunque agli investigatori provare a capire quali possano essere state le motivazioni che hanno spinto la 47enne a un gesto così estremo.