colpo di scena

Garlasco, 5 pm convocati sul "sistema Pavia": depositato il dossier sulle auto

Luigi Frasca

Verso la resa dei conti sul cosiddetto "sistema Pavia" a margine delle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco. Con un elemento che ha pochi precedenti: cinque pubblici ministeri sono chiamati a partecipare a un incidente probatorio come testimoni di presunti reati attribuiti a un collega e a un ex collega. Succede a Brescia, nell’ambito dell’inchiesta sul  presunto intreccio di malaffare cittadino che avrebbe coinvolto l’allora procuratore Mario Venditti in un procedimento che ha dei contatti anche con quello sull’omicidio di Garlasco.

 

Secondo l’accusa, Venditti e l’attuale pm milanese Pietro Paolo Mazza avrebbero usato fondi pubblici per noleggiare delle auto. Ed è stato proprio l’avvocato Domenico Aiello, legale di Venditti, a chiedere al gip di Brescia, Marco Vommaro, la convocazione di cinque magistrati che, all’epoca dei fatti contestati, erano colleghi del suo assistito. Aiello aveva sollecitato l’incidente probatorio al giudice perché tutte le toghe si erano avvalse della facoltà di non rispondere nell’ambito di sue indagini difensive, e il giudice ha accolto la sua istanza fissando al 13 aprile, alle 9:30. Ma lunedì il procuratore di Brescia Francesco Prete ha depositato nuovi documenti per riepilogare l’utilizzo delle auto. A quel punto Massimo Dinoia, legale del pm Paolo Mazza (indagato insieme a Venditti) ha chiesto un rinvio. 

 

Nel provvedimento di convocazione, il gip bresciano disponeva la presenza in aula, per rendere dichiarazioni testimoniali “utili a fini investigativi” i magistrati Valeria Biscottini, Valentina De Stefano, Alberto Palermo, Roberto Valli, Vincenzo Oreste e Andrea Zanoncelli. La pm De Stefano è tra i pubblici ministeri che indagano su Andrea Sempio.