L'incontro al ristorante

Giuseppe Conte, quella manina che continua a salutare Trump

L'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, quello col dito sempre puntato contro la Casa Bianca, è stato pizzicato ieri in un ristorante di Roma assieme al "rappresentante speciale degli Usa per le partnership globali", Paolo Zampolli. Un incontro che ha fatto molto discutere, non solo per la palese ipocrisia di chi al giorno ruggisce contro Washington e alla sera ci va a cena assieme, ma per la sua riservatezza. Che ne dica Conte, nonostante l'invito sia arrivato da Zampolli e tutto sia estremamente limpido, resta il fatto di esser stato reso pubblico solo dopo lo scoop di un giornalista del quotidiano Libero.

All'AdnKronos, Zampolli ha comunque commentato il fatto: "Con Conte siamo amici da tempo, quindi ci siamo visti ed è stato un incontro 'very easy', tra l'altro abbiamo mangiato molto bene. Non ci vedevamo da un paio di anni, ma ogni tanto ci sentiamo e il nostro non era un incontro che fa parte della mia missione. Fa sempre piacere poi vedere chi è stato premier, vorrei dire che è un piacere vedere 'Giuseppi'".

Un incontro di piacere, dunque, non di lavoro né di politica. Quasi una storia dal lieto fine. Eppure, l'ultima frase di Zampolli riaccende il dubbio sulle vere idee di un Conte sempre più camaleontico: "Come ci siamo lasciati? Conte mi ha chiesto di salutargli il presidente Trump e io lo farò al più presto". Un Giuseppi diverso da quello che si vede tutti i giorni in tv, che da una parte chiede di allentare i rapporti con gli Usa e non fornire loro le basi italiane e dall'altra continua ad alzare la manina per farsi salutare da The Donald. La coerenza non era nel menù.