MALAGIUSTIZIA
Il Comune di Bellaria Igea deve pagare un presunto mafioso per tenere in vita il centro disabili
Ma che legge è? Lo Stato confisca un bene appartenente ad un presunto ’ndranghetista, lo assegna al Comune che ne aveva fatto richiesta, e poi - dopo i lavori per la destinazione dello stesso a persone disabili con tanto di quattrini spesi dalla regione e col Pnrr - arriva l’ordine di restituzione al soggetto in questione. E il Comune si trova sul groppone l’alternativa tra cacciare persone che ha accolto oppure versare 400 mila euro nelle tasche del signorino in questione.
Romagna, Bellaria Igea, qui si svolge la pochade, dove un sindaco coraggioso di nome Filippo Giorgetti - ahilui è di centrodestra ma non parente del ministro dell’economia - combatte una battaglia durissima a nome di un territorio che non vuole farsi prendere in giro. La beffa matura dopo l'assegnazione. Dice Giorgietti: «Una storia di un paese che non funziona che scarica sui comuni i suoi errori giudiziari e lascia soldi pubblici alla mafia». E strabuzziamo gli occhi, impenniamo le orecchie.
Il soggetto nel mirino della giustizia si chiama Agostino Briguori, un imprenditore calabrese che gli inquirenti tenevano d’occhio perché lo sospettavano di rapporti con la cosca dei Muto, un clan abbastanza e tristemente noto nella sua regione. Condannato in primo grado a Cosenza alla bellezza di undici anni di reclusione, inizia da lì un corto circuito giudiziario. Anzi no, la storia comincia molto prima. È addirittura a settembre 2012 che il tribunale consentino applica a Briguori la sorveglianza speciale con tanto di sequestro di vari beni, inclusa la porzione immobiliare esistente nel comune di Bellaria Igea Marina.
Un fabbricato costituito da un negozio piano terra della consistenza catastale di mq. 58 e da un locale ad uso pizzeria già denominato «La Taverna degli Artisti» (chiusa dal 2009), sita al piano terra, della consistenza catastale di 80 mq. A gennaio 2018 la confisca diventa definitiva e l'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati invita il Comune a presentare una manifestazione di interessa ai fini della destinazione del bene. Nel mese di novembre Briguori resiste in tribunale, ma perde la causa. E qui il Comune si muove per la manifestazione di interessa con una delibera di giunta.
La storia continua. Il 13 dicembre del 2021 è la regione Emilia Romagna a convocare una conferenza di servizi impegnandosi a sostenere le spese necessarie all’investimento segnalate dall’amministrazione comunale. A febbraio 2022 il Comune riceve il bene che iscrivi nel proprio conto patrimoniale, finalizzato alla creazione di un Gruppo Appartamento (GA). I GA sono strutture socio-sanitarie a carattere residenziale, a minore intensità assistenziale rispetto ai centri socio-riabilitativi residenziali, e sono destinate a persone con disabilità di intermedia gravità di tipo sensoriale, fisico, psichico e psicofisico, che risultano prive del necessario supporto familiare o per le quali la permanenza nel nucleo familiare sia valutata temporaneamente o definitivamente impossibile.
Ma i colpi di scena giudiziari paiono continuare e tra un’assoluzione e una condanna che sono a ripetizione, al Comune di Bellaria arriva l’ordine di restituzione a Briguori del bene da sottrarre ai disabili. Altrimenti gli deve dare 400 mila euro sull'unghia. E come fa un Comune a trovare quei soldi senza indebitarsi? Può chiedere ancora alla regione che pure ha fatto la sua parte con gli investimenti necessari? Perchè la legge nazionale - del 2011 - prevede una situazione così paradossale? Perchè si assegna "definitivamente" un bene confiscato e non si avvisa il territorio dei vari testacoda a giudizio?
Intanto. nel mese di luglio 2025 è stata disposta dal Tribunale di Cosenza una nuova condanna in primo grado a 11 anni del Sig. Agostino Briguori, e il sindaco Giorgetti ha inviato un esposto in Procura. La domanda finale è: ma qualcuno ritiene possibile davvero che si possa agire in questa maniera? Un comune deve mettersi l’elmetto per non dover restituire ad un individuo con diversi problemi di giustizia e magari «restituirgli» pure quattrini del contribuente? È una storia a cui occorre garantire un lieto fine senza passare per fessi.