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Conte, ipocrisia a 5 stelle. Attacca la Casa Bianca ma va a pranzo con l'inviato di Trump

Un'ipocrisia a 5 stelle quella di Giuseppe Conte, alias "Giuseppi", che dopo mesi di attacchi politici contro la Casa Bianca è stato pizzicato nel corso di un pranzo con Paolo Zampolli, imprenditore italo-americano nominato da Trump come "inviato speciale in Italia per le partnership globali". Un incontro, riportato dal quotidiano Libero, che sta sollevando polemiche sulla duplice natura di Conte: prima in furia contro il presunto vassallaggio verso Washington e poi in veste diplomatica che incontra riservatamente suoi esponenti.

"Di giorno anti americano e pacifista, di notte incontra uomini di fiducia del presidente Trump. Ecco il vero volto di Giuseppe Conte: opportunista e incoerente" lo stuzzica Forza Italia, in un post social su X.

L'ex premier ha però risposto a Mario Sechi, direttore di Libero, negando la riservatezza dell'incontro che sarebbe avvenuto su richiesta di Zampolli stesso: "Quale leader di un partito di opposizione ho ritenuto di accettare l'invito a questo incontro e non avendo segreti di sorta ho preferito io stesso che avvenisse in un luogo pubblico, in un ristorante del centro di Roma". Curioso, per il segretario di un partito che spinge costantemente verso la rottura politica con gli Usa. Ma tant'è, e Conte sottolinea di aver detto quello che pensava a Zampolli raccomandandosi perfino di riferirlo a Trump: rifiuto alla guerra e all'utilizzo delle basi, sì al Diritto internazionale. Evidentemente, l'occasione migliore era farlo in un pranzo riservato.