Il caso di Bergamo
Piccoli terroristi crescono tra radicalizzazioni web e istigazioni all’orrore
L’accoltellamento di un’insegnante a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, non è l’ennesimo caso di violenza scolastica. Rischia di essere qualcosa di ben peggiore.
L’accoltellatore, un ragazzino tredicenne e come tale non imputabile, ha seguito una sorta di macabra e perversa procedura che, da tempo, analisti delle sottoculture digitali e forze dell’ordine mondiali tracciano nel ventre più nascosto di piattaforme e siti di gaming. Il ragazzo ha redatto un proprio manifesto nel quale spiegava l’aggressione, ha trasmesso in diretta Telegram le fasi cruente dell’accoltellamento, ha indossato abiti militari e dalla simbologia molto precisa e, soprattutto, ha collezionato materiali esplodenti in casa. Fotocopia esatta di un altro caso, di un anno precedente, quando nel febbraio 2025 la Digos di Bolzano ha arrestato un quindicenne che si stava apprestando a porre in essere lo stesso copione. Viene facile pensare che quando le forze dell’ordine passeranno al setaccio la vita online e le frequentazioni digitali del tredicenne di Bergamo troveranno molteplici riferimenti alla galassia di ciò che l’FBI ormai definisce Nihilistic Violent Extremism (NVE): un purulento ecosistema di organizzazioni informali ispirate alla forma caotica dell’accelerazionismo satanico, il cui fulcro è il ramo americano dell’Order of the Nine Angles (O9A) guidato da Joshua Sutter e dalla costellazione editoriale di magazine come Iron Gates o gruppi quali il Tempel ov Blood. Movimenti talmente diffusi da aver portato gli Stati Uniti, nel 2023, a includere questa nuova dimensione della radicalizzazione digitale tra i terrorismi più pericolosi. Nell’agosto 2025, anche l’Europol ha pubblicato un lungo dossier, con fonti OSINT, su sigle quali CVLT, 764, No Lives Matter, Maniac Murder Cult. Predatori e manipolatori della rete, nascosti tra le pieghe di giochi online e piattaforme di chatting: Discord, Minecraft, Roblox, Telegram, il loro impero occulto, dentro cui tessono reti, cercando di catturare minorenni e costringendoli poi a inaudite atrocità.
Questi gruppi hanno persino elaborato manuali di ingegneria sociale per manipolare ragazzi o bambini, come l’agghiacciante «NLX x 764 Classified», o testi in cui vengono descritte le modalità tecniche per aggredire ignari passanti riprendendo tutto in video o come fabbricare bombe chimiche. Hanno sulla coscienza già decine di aggressioni, morti, istigazioni al suicidio, e i loro capi arrestati sono molti. Il fondatore di 764, Bradley Cadenhead, è stato condannato nel 2023 a 80 annidi carcere; solo due anni prima aveva fondato, appena quindicenne, 764, il cui nome è il codice di avviamento postale della città di nascita di Cadenhead, Stephenville, in Texas. Questi gruppi, una volta carpita la fiducia del minore e messe le mani su foto intime inviate dallo stesso dopo lunghe fasi di corrispondenza online, iniziano ricatti e pressioni sempre più forti, condite spesso da minacce contro familiari e amici. Il primo passo è chiedere l’automutilazione, facendo incidere sulle carni della vittima il logo del singolo gruppo.
Seguono CSAM, hurtcore, materiale pedopornografico sotto costrizione, uccisione dei propri animali domestici, la richiesta del suicidio da rimandarsi in diretta video, come avvenuto nel caso del povero Samuel Hervey, immolatosi tra le fiamme in diretta su Discord mentre i militanti di 764 ridevano. La ragazza che ha spinto Hervey a darsi fuoco, conosciuta online come Fmlk, aveva all’epoca quindici anni. In molti altri casi, già avvenuti negli Usa, in Romania, nei Paesi Scandinavi, il copione è quello che il giovane di Bergamo stava seguendo: omicidi, tentati o riusciti, da trasmettere online, con il suicidio sacrificale dell’omicida al culmine della sequenza. Sia i carnefici che le vittime sono giovanissimi, sempre. L’informalità rende difficili le indagini e impossibile decapitare i gruppi, nonostante gli arresti. Genitori e istituzioni facciano attenzione.