Caso politico

Giustizia, Bartolozzi e Delmastro hanno rassegnato le dimissioni

Dopo una riunione al ministero della Giustizia con Nordio, la capo gabinetto Giusi Bartolozzi e il sottosegretario Andrea Delmastro hanno rassegnato le dimissioni. La bufera su Bartolozzi era sorta dopo le sue dichiarazioni in campagna referendaria, in cui esortava a votare Sì per togliersi "di mezzo la magistratura, che è un plotone di esecuzione". Mentre per Delmastro la bufera politica si è scatenata un giorno prima del voto. 

La questione è politica, perché a sua insaputa il sottosegretario aveva acquistato le quote di un ristorante in cui era socio la figlia di un pregiudicato di mafia. Una volta appreso, e quando ancora la notizia non era pubblica, Delmastro aveva subito ceduto le quote. Il caso politico è stato troppo forte, spingendolo a fare un passo indietro.

"Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza - ha commentato Delmastro - Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della Nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio".

Il terremoto si è propagato nell'area di governo, dove la premier Giorgia Meloni ha auspicato "che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale" analoga scelta venisse presa anche dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè. Blindato, invece, il Guardasigilli.