Alta tensione
Anarchici e l'inchiesta City, le richieste di condanna ai pro Cospito il giorno della bomba
Nello stesso giorno in cui a Roma due militanti dell’area anarchica, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, hanno perso la vita in seguito a un crollo nel parco degli Acquedotti, a Torino sono state avanzate le prime richieste di condanna per le 18 persone imputate nel primo filone del cosiddetto processo “City”. Il procedimento riguarda gli incidenti avvenuti durante il corteo del 4 marzo 2023 nel capoluogo piemontese, organizzato in solidarietà ad Alfredo Cospito, allora in sciopero della fame da cinque mesi contro il regime di 41-bis a cui era sottoposto. Secondo quanto si legge sui blog riconducibili all’area anarchica, la procura ha chiesto complessivamente oltre 130 anni di carcere per gli imputati, accusati a vario titolo di devastazione e saccheggio. In particolare, per due persone sono stati chiesti 12 anni, 11 mesi e 5 giorni di reclusione, per altre quattro pene superiori ai 9 anni, mentre per le restanti le richieste superano i 5 anni di carcere. Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero ha sottolineato che i manifestanti “usarono violenza contro la polizia per sfasciare e mettere a ferro e fuoco la città”. “Non si trattò – ha proseguito – di una manifestazione in cui s’infiltrarono elementi violenti, ma di una devastazione organizzata”. La sentenza è attesa per il 26 aprile 2026.
Parallelamente al suddetto filone d’inchiesta, è in corso un secondo procedimento a carico di altri imputati per i medesimi fatti, separato dal primo al fine di accelerare i tempi processuali. Durante l’udienza preliminare del 10 marzo, il giudice ha disposto l’archiviazione per alcune persone fermate prima dell’inizio del corteo, escludendo l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 115 del codice penale (il cosiddetto “quasi reato”), nonostante il pubblico ministero avesse chiesto di applicare la libertà vigilata. Per altri imputati, invece, è stato disposto il rinvio a giudizio con accuse che comprendono concorso in devastazione, resistenza aggravata e porto di oggetti atti ad offendere. In totale sono 29 le persone per cui è stato chiesto il processo. La prima udienza è stata fissata per l’11 novembre 2026.