IL CONVEGNO ISLAMICO-COMUNISTA

Donne velate e Meloni a testa in giù. Ecco la Camera in versione 5 Stelle

Christian Campigli

C’erano una volta i Cinque Stelle, movimento nato contro il sistema, equidistante tra destra e sinistra. Ieri, con un delirante convegno organizzato a Montecitorio, l’idea politica pensata da GianRoberto Casaleggio è definitivamente spirata. Al suo posto un partito dichiaratamente di sinistra, che strizza l’occhio ai movimenti ProPal, a chi si dice apertamente comunista, a chi vede nell’Occidente, in Israele e negli Stati Uniti nemici da abbattere. Per far sorgere il Sol dell’Avvenire.


Ieri, nella Camera dei Deputati, si è tenuto un convegno dal titolo enigmatico: «Per un governo che attui la Costituzione». Un guazzabuglio di concetti, che, nei vari interventi, ha messo in un gigantesco calderone il referendum per la riforma della giustizia e la necessità (secondo questi sottili pensatori) di far cadere l’esecutivo «guidato dai fascisti». Senza dimenticare i salari, la pace e l’uscita dalla Nato. Tutto insieme, nel più immangiabile dei mappazzoni. One woman show dell’evento, Stefania Ascari, deputato dei Cinque Stelle, più volte al centro delle inchieste del nostro quotidiano per la vicinanza con Mohammad Hannoun. «È un momento unico, perché qui nella sala più grande del Parlamento sono unite tantissime realtà: movimenti, sindacati, studenti e studentesse, che a volte hanno anche opinioni diverse ma che oggi sono qui per un fronte unitario, la difesa della Costituzione.


Un segnale politico fortissimo – ha aggiunto il parlamentare pentastellato - del bisogno di confronto e ascolto reciproco, che deve essere un punto di partenza per un lavoro di rete e di squadra affinché ci sia il rispetto dei diritti, della giustizia, della legalità, dell’umanità, della pace e soprattutto della nostra Costituzione». Ma l’aspetto più grottesco dell’intera vicenda è che Ascari ha portato dentro un’aula parlamentare anche i Carc, il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, un movimento politico extraparlamentare marxista-leninista-maoista italiano. Va ricordato come i Carc abbiano più volte sostenuto e difeso la ormai famigerata lista di prescrizione di politici, imprenditori e giornalisti definiti come «agenti sionisti». Sul loro sito, dopo essersela presa con i quotidiani del nostro gruppo («colpevoli» solo di aver svolto il proprio mestiere, ovvero aver raccontato la verità ai lettori), hanno ribadito la loro vicinanza con i Cinque Stelle.


«Sappiamo perfettamente che il M5s ha una natura diversa da tutti gli altri partiti borghesi. E per questo vogliamo sostenere e valorizzare tutte le componenti che questa natura impersonano. Queste componenti hanno l’opportunità di fare passi avanti, perché sappiamo anche che questa natura differente del M5s è stata sfigurata dall’abbraccio mortale con il Pd e dall’ambizione del campo largo che rischia di rendere le dichiarazioni di fuoco contro il governo Meloni parole senza traduzione pratica nella lotta politica in corso». Interminabili gli interventi di ieri pomeriggio, tutti accomunati dalla ferma intenzione di votare no per «buttar giù il governo della Meloni».


In pochi hanno cercato di entrare nel merito della riforma e, quei pochi, lo hanno fatto semplicemente per dire che «l’indipendenza della magistratura non si tocca». Dimostrando di non averla nemmeno letta, la riforma. Presente all’incontro anche il senatore grillino Alessandra Maiorino. «L’Italia è entrata in guerre che non rispettano la nostra Costituzione e il diritto internazionale, e oggi stiamo assistendo al peggio commesso da chi si definisce democrazia mentre l’Europa non muove un dito. Oggi non è il momento desi distinguo, ma di unirci contro i nemici comuni che sono Trump e Netanyahu». 


Forti critiche all’iniziativa soIl convegno del M5S alla Camera Sotto, Stefania Ascari nell’aula dove si è tenuto il convegno, accanto il manifesto dei Carc con Meloni a testa in giù e due donne velate sempre al convegno del M5S no state espresse dal deputato di FdI, Sara Kelany: «Il partito dei Carc pubblica sulle proprie pagine social un volantino per promuovere il No al referendum con l’immagine di Giorgia Meloni a testa in giù. Mi auguro che la sinistra parlamentare prenda immediatamente le distanze da questo modo violento di fare politica».