PROBLEMI DI AUDITEL
Da Saviano a Giannini I flop dei volti della sinistra di cui però nessuno parla
Ancora si rammenta il flop colossale (uno dei tanti...) di Massimo Giannini, guru della Sinistra che da anni in qualità di ospite, pontifica da mane a sera nei salottini televisivi «buoni», per poi fare fiasco qualche mese fa alla guida del suo programma Circo Massimo arenato sul Nove sull’1% di share. Ma l’ex direttore della Stampa nonché promotore di Bella Chat, iniziativache si presentava come baluardo dell’antifascismo e presto finita in disgrazia, non è stato il solo a subire la grama sorte dell’insuccesso televisivo. La scorsa settimana è toccato a un altro suo compagno di schieramento, l’attore e dammaturgo Stefano Massini che vediamo concionare da anni a Piazzapulita da Corrado Formigli. Mercoledì 11 marzo, al timone di uno spettacolo incentrato sull’autobiografia immaginaria dal titolo «Io, Vladimir» (Putin, ndr.) ha racimolato sul Nove solo l’1.5 di share pari a una media di 257.000 teste, risultato più basso della serata sui nove canali generalisti, battuto anche dai film in onda sul 20, su Rai4 e su Iris.
Medesimo destino ha colpito, sette giorni dopo, Walter Veltroni. Sempre sul Nove alla stessa ora, in prima serata, il suo spettacolo teatrale dal titolo Le emozioni che abbiamo vissuto ha messo assieme una media di soli 183.000 individui all’ascolto pari a un fosco 1.1% di share. Programma meno visto sui nove canali generalisti e superato dai film trasmessi dal 20, da Rai4 e finanche da Cine34. Una Caporetto insomma. Poco meglio è andato al quarto personaggio fra cotanto senno, ovvero Roberto Saviano. Il programma La giusta distanza, sua ennesima epifania televisiva, ha ottenuto su La7 nella stessa prima serata di mercoledì 18 febbraio solo il 3.7% pari a 642.000 spettatori. Numeri piuttosto esigui per un pezzo da novanta come Saviano, superato in «casa Cairo» da Aldo Cazzullo, Corrado Augias, Alessandro Barbero, per non parlare di Giovanni Floris e del già citato Formigli.
Il risultato non entusiasmante dello scrittore si aggiunge a quelli già deludenti ottenuti con Kings of Crime (1.7% sul Nove) e di Insider (3.4% su Rai3). Quattro flop che dalle testate di Sinistra, guarda caso, nonvengono rilevati. Non si trova infatti un rigo che metta nero su bianco gli insuccessi di tali intoccabili paladini, quando invece in caso d’insuccesso di personaggi vicini alla destra non si lesinano titoloni, strali e frecciate. Fiaschi che fanno riflettere visto che i «Fantastici Quattro» in questione vengono accolti nei salotti televisivi come unici depositari della verità rivelata. Chiamati a interpretare la complessità della realtà di cui appaiono soli vati ed esegeti osannati come dèi scesi in Terra per educare noi poveri mortali. Non si può non rammentare a tal proposito un altro flop colossale di una quinta divinità cara alla Sinistra, Concita De Gregorio, che nel 2022 con un programma ad alto tasso di spocchiosità dedicato ai libri in prima serata su La7 raccolse un misero 1.8%, battuta pure dai film di Natale di Tv8 e dalla replica di Crozza. Peculiare contrasto, non c’è che dire, fra il timore reverenziale con il quale tali intelligenze sovrannaturali vengono accolte nei talk show e la risposta del pubblico che puntualmente li boccia. Sarà per questo che, da decenni, predicano quotidianamente sui media, taluni, come Giannini, in tv quasi ogni giorno, per poi essere costretti a guardare il mondo andare da tutt’altra parte rispetto alle loro analisi e ai loro auspici.