Famiglia nel bosco
Famiglia nel bosco, perché la psicologa chiede di sospendere le videochiamate
Si profila l’ennesimo colpo di scena nella vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli. Secondo quanto emerge da una relazione redatta dalla casa famiglia di Vasto dove i tre fratellini sono ospiti dallo scorso 20 novembre, le videochiamate con mamma Catherine produrrebbero “effetti negativi sui bimbi”, scrive il Corriere della Sera. Pertanto le assistenti sociali avrebbero chiesto di sospenderle. L’indiscrezione emerge da un post pubblicato sui social dalla garante nazionale dei diritti dei minori Marina Terragni: “Ora si valuta anche lo stop alle videochiamate della madre ai bambini Trevallion. - si legge su Facebook - Li innervosirebbero".
La relazione della psicologa
Due settimane fa, il Tribunale dei minori dell’Aquila aveva disposto l’allontanamento di Catherine Birmingham dalla struttura in ragione delle motivazioni esposte dalle assistenti sociali che avrebbero descritto “la persistente e costante presenza materna” come “gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori”, scrivevano i giudici nel provvedimento dello scorso 6 marzo. A seguito della separazione, la donna ha potuto interagire con i figli tramite videochiamate o telefonate che, però, ora rischiano di cessare. Come riporta ancora il giornale di via Solferino, la psicologa della casa famiglia avrebbe nuovamente stigmatizzato l'influenza di mamma Catherine sui figli, denotando “criticità durante le videochiamate/telefonate” che richiederebbero “una sorveglianza e un successivo lavoro contenitivo e rassicurante, anche con la presenza e l’aiuto della figura paterna”. Particolarmente significativo, a detta dell’esperta, sarebbe stato un episodio che vedrebbe coinvolto il bimbo più piccolo: “Rientrando in camera, dopo circa 15 minuti, mentre le sorelle già dormivano e l’educatrice era a salutare le ragazze più grandi, - si legge nella relazione - era tutto bagnato dalla testa ai piedi ed erano bagnate anche le lenzuola del letto, ma non di urine bensì di acqua. Si è riaddormentato con l’educatrice dopo aver cambiato il letto e il pigiamino”. Secondo gli educatori della struttura si continuerebbe a “evidenziare purtroppo un approccio della madre che non tranquillizza i bambini”.
Il ricorso dei legali
Intanto, ieri mattina, i legali dei coniugi Trevallion/Birmingham, hanno depositato il ricorso presso la Corte d'Appello dell’Aquila contro l’ordinanza di allontanamento della mamma dei piccoli dalla struttura di Vasto, sottolineando che nelle relazioni delle assistenti sociali la donna viene descritta “come una strega”, sintetizza l’Ansa . “Catherine - scrivono nelle 37 pagine di ricorso gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas - è stata tratteggiata dall’assistente sociale, e da chi le ruota attorno, in una esaltazione di stereotipi e sospetti: rievoca nei pensieri quasi ‘la donna difettosa’ declinata alla fine XV nel Malleus Maleficarum’”, ovvero un trattato dedicato proprio alla repressione della stregoneria. Inoltre, i legali aggiungono che l’assistita sarebbe vittima di “una vera e propria gogna mediatica” definita “inaccettabile”. Infine Femminella e Solinas contestano il contenuto delle relazioni stilate dalle assistenti sociali dopo la separazione dei bimbi dalla madre