La verifica

Famiglia nel bosco, Nordio: "Capire bene i fatti". E scatta la mobilitazione dei comitati

Rosa Scognamiglio

Sono iniziate questa mattina le verifiche sul caso della famiglia del bosco di Palmoli da parte degli ispettori inviati dal ministro della Giustizia Carlo Nordio presso il Tribunale per i minorenni de L’Aquila. A confermarlo è stata Monica Sarti, capo dell’Ispettorato Generale, al termine della prima giornata di attività: “Stiamo facendo tutti gli accertamenti necessari secondo la delega del ministro nella massima collaborazione e serenità. - ha dichiarato - In questo momento l'attività nostra è riservata, quindi questo è quello che possiamo dire”. Intanto, sul piano legale, ieri mattina è stato formalizzato il ricorso contro l’ordinanza che ha disposto l’allontanamento di Catherine Birmingham, la mamma dei tre fratellini, dalla casa famiglia di Vasto, dove sono ospitati dallo scorso 20 novembre. L’avvocato della donna, Marco Femminella, ha definito il reclamo un passaggio “ordinario quando non si condivide un provvedimento”. Il reclamo è stato depositato presso la Corte d’Appello dei minorenni.

Il ministro Nordio

Sulla vicenda è intervenuto il ministro della Giustizia Carlo Nordio che, però, ha preferito non sbilanciarsi senza aver “prima di aver letto tutte le carte e sentite tutte le voci”. "Gli ispettori si mandano per capire bene quali sono i fatti e verificare se esistono o meno gli elementi", ha spiegato ai microfoni di “Ping Ping” su Rai Radio 1. Sul tema dell'azione disciplinare, Nordio ha aggiunto: "Mi è stato rimproverato di aver esercitato pochissime volte l'azione disciplinare, ma io addirittura la toglierei al ministro della Giustizia, perché potrebbe sembrare una interferenza della politica nell'autonomia e nell'indipendenza della magistratura". E ancora: "Se fosse per me, l'azione disciplinare dovrebbe essere esercitata soltanto dal procuratore generale della Cassazione", ha sottolineato, precisando che l'attività ispettiva "serve per raccogliere i dati che magari il procuratore generale non può avere". Nei giorni scorsi alcuni esponenti dell’opposizione avevano insinuato che l’esecutivo avesse strumentalizzato il caso della famiglia del bosco in previsione del referendum sulla giustizia. "Non credo proprio che li strumentalizziamo. - è stata la replica di Nordio alle accuse - Sono episodi che colpiscono l'immaginazione e la sensibilità della popolazione e rendono evidente che qualcosa nel sistema giudiziario non funziona". 

Le iniziative

Nel frattempo, il 19 marzo, presso la Camera dei Deputati, sarà presentata la “Rete nazionale dei comitati per i diritti dei bambini”, un’iniziativa promossa dall'onorevole Andrea Barabotti, a seguito della dolorosa vicenda che ha coinvolto i coniugi Birmingham/Trevallion. Nel corso dell'evento verrà illustrata un'istanza formale che sarà depositata in Parlamento il prossimo 31 marzo.  L’obiettivo dell’iniziativa è aprire un confronto con le istituzioni sul sistema degli allontanamenti dei minori dalle famiglie, promuovendo maggiore trasparenza e proponendo interventi per sostenere i nuclei familiari in difficoltà. Hanno aderito al comitato 'I Figli non sono dello Stato' Vincenzo Spavone Gesef, Valentino Valentini Rinascita Nazionale, Carola Profeta Fa.Vi.Va., Gianfrancesco Vecchio Carta di Siena, Angelo Distefano Partite Iva Italia, Ciro Silvestri Fisi, Isa Maggi Stato Generali delle Donne, Nico Liberati #DifesaMinori, Antonio Porto Osa Polizia e Antonio Pappalardo Dirigente Cgm Centro giustizia minori.