Omicidio Poggi

Garlasco, l'avvocato di Sempio: "Abbiamo idee chiare sull'arma del delitto"

Rosa Scognamiglio

“Abbiamo le idee molto chiare sull’arma del delitto”. È quanto dichiarato ai microfoni di Mattino Cinque, il programma condotto da Federica Panicucci e Francesco Vecchi, dall’avvocato Liborio Cataliotti, uno dei difensori di Andrea Sempio, indagato con l’ipotesi di omicidio in concorso per il delitto di Garlasco nella nuova inchiesta coordinata dalla Procura di Pavia. Raggiunto a Roma da un’inviata della trasmissione, il legale ha spiegato che i consulenti tecnici incaricati dalla difesa sarebbero riusciti a individuare l’oggetto contundente con cui Chiara Poggi è stata ripetutamente colpita e uccisa. “Abbiamo lavorato su un plastico in scala reale di parte della salma della povera ragazza. -  ha rivelato Cataliotti - La ricostruzione è stata realizzata a partire dalle fotografie dell’epoca, consentendo agli esperti di analizzare con precisione le ferite e la dinamica dell’aggressione”. Grazie a questa “riproduzione fedelissima - ha aggiunto - i nostri tecnici hanno potuto illustrare alcune novità sull’identificazione dell’arma e sulla dinamica dell’omicidio”. Infine, il legale ha ribadito di “avere le idee molto chiare sulla morfologia, dimensione e materiale dell’arma del delitto”.

Le risultanze emerse dagli accertamenti tecnici condotti dai consulenti della difesa di Andrea Sempio, i cui contenuti non sono stati ancora resi pubblici nel dettaglio, sembrerebbero orientare verso l’ipotesi che l’omicidio sia stato commesso mediante l’utilizzo di un unico oggetto contundente. L’arma del delitto, mai trovata né identificata con certezza, continua infatti a rappresentare uno dei principali interrogativi legati al delitto di Garlasco. Nel corso delle indagini iniziali, gli inquirenti avevano ipotizzato che Chiara Poggi fosse stata colpita con uno strumento contundente compatibile, per le caratteristiche delle lesioni riscontrate sulla salma, con un martello oppure un attizzatoio da camino. Di recente, invece, sono state prese in considerazione anche altre opzioni. In particolare, non si esclude che l’autore del delitto possa aver utilizzato più strumenti contundenti nel corso dell’aggressione. Secondo questa ricostruzione alternativa, la vittima potrebbe essere stata inizialmente colpita con uno o più oggetti presenti all’interno dell’abitazione, per poi ricevere il colpo mortale alla testa. Nell'ambito della nuova attività investigativa, la Procura di Pavia ha disposto ulteriori approfondimenti di natura medico-legale, tra cui una consulenza affidata all’anatomopatologa Cristina Cattaneo. All’esperta è stato chiesto di fornire indicazioni più precise in merito alla possibile arma del delitto, all’orario della morte e alla dinamica dell’aggressione. Aspetti che tutt'oggi, a distanza di quasi 19 anni dal delitto, sollevano ancora molti dubbi.