Estorsioni

Roma, le violenze dopo l'adescamento online. Fermati tre uomini

Adescavano le vittime su una piattaforma di messaggistica e una volta fissato l'appuntamento, dietro la prospettiva di una prestazione sessuale, facevano invece scattare violente rapine ed estorsioni. Nel mirino finivano deliberatamente omosessuali, che venivano intimiditi con la minaccia di rivelare quanto accaduto ai familiari così da dissuaderli nel presentare denuncia. Proprio da una segnalazione di un'associazione LGBT sono scattate le indagini. È quanto successo a Roma ed emerso da un'indagine condotta dalla Polizia di Stato dietro il coordinamento dei magistrati del 'Dipartimento criminalità diffusa e grave', che hanno ordinato una ordinanza di custodia cautelare - emessa dal Gip presso il Tribunale ordinario di Roma - per tre giovani: un cittadino rumeno di 23 anni e due italiani di 22 anni.

Il capo del racket operava da una base a Perugia, da dove contattava le vittime su una piattaforma di incontri per poi raggiungerle nei punti concordati per l'incontro. Incontri che poi si rivelavano un incubo: i complici del front man uscivano dal baule del veicolo per aggredire le vittime a mani nude, così come, in alcune occasioni, anche con coltelli o strumenti atti a offendere. Le prognosi riportate dalle vittime sono state superate in alcuni casi i 20 giorni.

A tradire la banda sono stati indicati alcuni dettagli del veicolo utilizzato, nonché i riconoscimenti effettuati dalle vittime e l'analisi dei tabulati telefonici. Il bottino delle rapine ha fruttato agli indagati effetti personali, tra cui oggetti in oro e denaro contante.