Medio Oriente
Quirinale, riunito il Consiglio supremo di difesa: "Italia non è in guerra"
Si è riunito oggi 13 marzo al Quirinale il Consiglio supremo di difesa, convocato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per discutere sull'ordine del giorno della "guerra in Medio Oriente" e fare il punto sulla "analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso". Alla riunione hanno preso parte, oltre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il sottosegretario Mantovano, i ministri Crosetto, Tajani, Giorgetti e Urso. Insieme a loro il segretario generale della Presidenza della Repubblica Zampetti, il capo di stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano e il segretario del Csd Garofani.
"Il Consiglio Supremo di Difesa ha analizzato lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell'azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, manifestando grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell'intera regione del vicino medio Oriente e nell'area del Mediterraneo - è una delle conclusioni contenute nel comunicato finale della riunione - L'Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il Presidente del Consiglio in Parlamento. Nell'attuale contesto di instabilità, irresponsabilmente aperta dall'aggressione della Russia all'Ucraina, con le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l'indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale, l'Italia è impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica".
La nota prosegue: "Il Consiglio ha preso atto favorevolmente che, con propria risoluzione, il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l'utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l'altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico. Il Consiglio ha inoltre preso atto che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento". Si sottolinea infine che l'estensione del conflitto ad opera dell'Iran rischia anche di "aprire spazi a forme di guerra ibrida ea gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche". Il quadro in Iran si fa sempre più teso e ieri una base militare italiana a Erbil, in Iraq, è stata attaccata da un drone che però non ha provocato né vittime né ferito.