REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA

Milano, Teatro Parenti. L'appello per il Sì di Meloni

GIANNI DI CAPUA

«Questa è l'ultima occasione che abbiamo per riformare la giustizia. Non voltatevi dall'altra parte, non restate a casa, stavolta c'è bisogno di tutti». Giorgia Meloni, dopo il video social per caldeggiare il Sì, torna a parlare di referendum. E lo fa al Teatro Parenti di Milano, all'evento organizzato da Fratelli d'Italia; un appuntamento che ha riservato anche un siparietto imprevisto. Infatti poco prima di iniziare il suo intervento Meloni è stata avvicinata sul palco da un uomo che prima si è presentato «presidente piacere sono Orazio Maurizio Musumeci» poi le ha regalato il suo libro «Il tredicesimo presidente» dicendole di aspettarsi «le dimissioni del Capo dello Stato Sergio Mattarella». L'uomo poi è stato identificato dalla Digos e si è scoperto che qualche anno fa si era proposto proprio per il Quirinale. Visibilmente sorpresa la premier ha iniziato il suo discorso rispondendo punto su punto alle osservazioni del fronte del No.


Il governo viene accusato «di deriva illiberale, questo non torna perché la separazione delle carriere è in vigore in 21 dei 27 paesi Ue. O sono tutti scivolati verso la deriva illiberale o sono tutti avanti e noi siamo rimasti indietro» ha ricordato. Nel catastrofismo di chi contrasta la riforma della giustizia «si nasconde solo una spasmodica volontà di mantenere lo status quo per difendere le incrostazioni, per difendere i privilegi che in quello status quo si annidano e proliferano a vantaggio di alcuni sulla pelle di tutti gli altri». Capitolo sorteggio. «Con il sorteggio i membri del Csm non dovranno dire grazie a nessuno per essere lì, e potranno esercitare il loro ruolo liberamente, senza alcun tipo di condizionamento». Una riforma che non è contro i magistrati. «Il fatto che sia convintamente sostenuta da moltissimi magistrati in servizio, tra cui procuratori della Repubblica e presidenti di sezione di Cassazione, conferma nel modo più evidente che non è contro i magistrati, ma è invece per tutti i magistrati e, con loro, per tutti i cittadini». Il peso della politica.

«Oggi il Parlamento nomina direttamente i membri laici del Csm, con questa riforma ci sarà un sorteggio da una lista che non potrà essere stilata solo dal governo perché sarebbe incostituzionale» ha rivendicato. A chi sostiene che con il sorteggio al Csm ci andranno magistrati incompetenti, la premier ha replicato ricordando come secondo la Cartabia per essere «scelti» i togati devono aver passato almeno tre valutazioni di professionalità «il che vuol dire almeno 12 anni di anzianità». Senza contare che anche i giudici che vanno a far parte del tribunale dei ministri vengono sorteggiati, proprio in ossequio alla logica della tutela della terzietà.


Poi Meloni ha sottolineato come «l'unica differenza tra il sistema attuale e quello che introduciamo noi è che nel sistema attuale l'appartenenza alla corrente vale più del merito, e nel sistema che introduciamo noi vale soltanto il merito». Capitolo Alta Corte disciplinare. «Quello dei magistrati è l'unico potere a cui non corrisponde quasi mai una responsabilità» e per dimostrarlo Meloni ha elencato una serie di errori in cui sono incappati alcune toghe senza però che hanno subito alcuna conseguenza. Nonostante quegli errori abbiano rovinato la vita dei cittadini incappati nella macchina giudiziaria e siano costati allo Stato centinaia di migliaia di euro, se non milioni, di risarcimenti.


È una riforma che «non serve a me, non serve a questo governo, serve ai cittadini». E per questo Meloni si è rivolta a chi è intenzionato ad andare a votare per il No per lanciare un messaggio contro il governo. «Se votate No al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati vi tenete questo governo e vi tenete anche una giustizia che non funziona. Non mi pare un affarone». È un'occasione più unica che rara, la premier batte più volte su questo tasto. Se la riforma sulla giustizia non dovrebbe passare «ci ritroveremo correnti ancora più potenti, magistrati ancora più negligenti che fanno carriera, decisioni ancora più surreali sulla pelle dei cittadini, che incideranno sulla vostra vita ogni giorno. Immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà che mettono a pentimento la vostra sicurezza».