stakanovisti in corsia
Stakanovisti in corsia, il medico dei record ha lavorato 442 ore in un mese
«Dica 933». Il medico-gettonista più stakanovista e anziano del Lazio, il 75enne Rito Edmondo Maglione, ha fatturato «spettanze professionali a partita Iva» per ben 56mila euro tra dicembre e gennaio scorsi, con una media, appunto, di 933 euro al giorno. Perché, oltre al suo personalissimo guinness dei "primari" (è stato anche capo reparto di Cardiologia dell’istituto di medicina legale di Napoli nella sua cinquantenaria carriera), già svelato l’altro ieri da Il Fatto con i 35mila e 360 euro fatturati a gennaio, ci sono anche le 21mila e 120 euro liquidate a dicembre dall’Asl Frosinone (i compensi sono di 80 euro l’ora o 960 euro per i turni notturni da 12 ore). L’azienda ciociara in quei 2 mesi ha erogato ai suoi 18 medici ingaggiati a partita Iva un totale di 171 mila euro, di cui quasi un terzo al più vegliardo di tutti.
Malgrado l’età, infatti, il camice dai capelli bianchi s’è fatto letteralmente in 3, andando a coprire i turni in una terna di Pronto Soccorso del Frusinate: 242 ore nel Ps di Alatri, 177 in quello di Cassino e 24 nel Dea di Frosinone. Per un totale di 442 ore, con una media di 14,7 ore al giorno a gennaio scorso. Ma anche a dicembre, nonostante le vacanze di Natale, ha sommato «lavori in corsia» per 264 ore (252 ad Alatri e 12 a Frosinone). Considerando che sono 152 le normali ore di lavoro mensili di un medico dipendente (la cui età massima, peraltro, non può andare oltre i 72 anni), il pensionato gettonista-stakanovista le ha, invece, quasi triplicate a gennaio e semi-raddoppiate a dicembre.
Queste cifre, però, possono arrivare a mettere a rischio sia il rispetto del limite massimo di lavoro che quello del riposo obbligatorio, previsti dalla direttiva europea del 2015. Due paletti che impongono il rispetto del limite massimo di 12 ore e 50’ di lavoro giornaliero, ma anche il rispetto del limite minimo di 11 ore continuative di riposo nell’arco di un giorno. Forse per questi motivi nella sua determina l’Asl Frosinone ha aggiunto la dicitura «in attesa di verifica». Già lo scorso anno il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, ha messo in guardia sui rischi delle troppe «attività aggiuntive» (i turni extra coperti in regime libero-professionale dai medici dipendenti delle Asl oltre il loro normale orario di lavoro): «Non è assolutamente regolare arrivare a sommare tante ore di attività aggiuntive extra per un medico, perché la stanchezza e il mancato riposo rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza dei pazienti». E in quei casi si trattava di 3 medici a cui l’Asl Roma 5 aveva liquidato 7mila euro in più in busta paga per un massimo di 158 ore mensili di prestazioni aggiuntive, effettuate nei Pronto soccorso di Tivoli, Monterotondo e Subiaco.